Roma omaggia William Turner, uno dei più grandi pittori romantici

Roma omaggia William Turner, uno dei più grandi pittori romantici

L’appassionato d’arte che abbia sfogliato Pittori moderni di John Ruskin, sa quanto il critico britannico, da giovane, amasse e difendesse appassionatamente, di fronte alla critica virulenta e al pubblico scettico, le opere di William Turner almeno dal 1830 in poi. Quegli “inviti al viaggio” che lo hanno consegnato alla storia come uno dei più grandi pittori romantici. Come, secondo Ruskin, “il padre dell’arte moderna“. Fonte di ispirazione per Monet, Degas, Van Gogh, Klimt e molti altri fino al Novecento inoltrato.

Accennando a Turner, Alberto Arbasino ha parlato, opponendole alla pittura di paesaggio Biedermeier aldilà delle Alpi, di “dubbi atmosferici” e di “sublime subbuglio”. Valga a mostrare l’esattezza di queste definizioni l’aneddoto secondo cui uno dei quadri più celebri di Turner, “Tempesta di neve” del 1842, fu considerato dal pubblico, al suo apparire, un dipinto completamente astratto.

"Tempête de Neige" exposé en 1842 de J.W. Turner .Snow Storm - Steam-Boat off a Harbour's Mouth making Signals in Shallow Water, and going by the Lead

J. W. Turner – Tempesta di neve, 1842 (Tate Gallery, Londra). Via

Invece, avendo affrontato da par suo problemi pittorici che gli stavano a cuore, Turner credeva di aver fornito una rappresentazione puntuale della realtà. E il titolo completo del dipinto, quanto mai didascalico, lo dimostra: “Tempesta di neve, battello a vapore al largo del porto che emette segnali in acque poco profonde, avanzando con lo scandaglio”. Chi non vedeva il mare in questo quadro, secondo il pittore, semplicemente non aveva idea di cosa fosse il mare e non era mai salito su una nave.

William Turner, il più grande pittore romantico

Nato nel 1775 e morto nel 1851, Turner fu, insieme al contemporaneo Constable, il culmine di un processo di sviluppo della sensibilità inglese verso la pittura di paesaggio. Che comprese l’influsso dei disegnatori olandesi di mappe trasferitisi in Inghilterra nel XVII secolo. Di grandi pittori del ‘600 come Salvator Rosa, Nicolas Poussin, Claude Lorrain. E della scuola di paesaggisti inglesi del ‘700 in cui spiccano Alexander Cozens, suo figlio John Robert, e Thomas Gainsborough.

A differenza di Constable, campagnolo benestante che non si spostò mai dall’Inghilterra, Turner era un cockney figlio di barbiere, ritrasse Londra raramente, e viaggiò in continuazione. Già poco dopo i 25 anni, si muoveva artisticamente su due binari paralleli. Era un pittore a olio di paesaggi e marine, e un eccellente acquarellista (ed era anche incisore). Per quanto riguarda la prima attività, desiderava che la pittura di paesaggio ottenesse la stessa dignità riconosciuta alla pittura di storia. Per quanto riguarda l’acquarello, ambiva a innalzarlo allo stesso livello, presso il pubblico, della pittura a olio.

Turner venerava gli “antichi maestri” e operò come una sorta di “apostolo del Sublime”. Dipinse paesaggi maestosi—spesso esotici—mari in tempesta, montagne, tramonti, calamità naturali, vedute fantastiche al confine col “capriccio”. In qualsiasi formato, da enormi tele a fogli di pochi centimetri. Già nei primi anni dell’Ottocento le sue opere erano criticate perché apparentemente “non finite”, in più espressivamente libere.

Mi interessa dipingere ciò che vedo, non quel che so che c’è… l’indistinto è il mio forte.

W. Turner - Pioggia, vapore, velocità, 1844

J. W. Turner – Pioggia, vapore, velocità, 1844 (National Gallery, Londra). Via

La libertà espressiva di Turner, “padre dell’arte moderna”

In cosa consisteva la “libertà” di Turner? Ad esempio, in una rappresentazione molto vivida degli effetti atmosferici e di luce: in questo campo, era considerato un mago (i pochi ammessi a guardarlo dipingere en plein air, lo facevano in ammirato silenzio). O, ancora, in un utilizzo della tela quasi fosse un foglio di carta. È accertato—e nel film di Mike Leigh dedicato al pittore si vede qualcosa del genere—che, prima di una mostra, Turner facesse incorniciare opere incomplete, per poi completare l’abbozzo in cornice appeso alle pareti la sera precedente l’inaugurazione.

J. W. Turner - La stella della sera, ca. 1830 (Tate gallery, Londra). Via

J. W. Turner – La stella della sera, ca. 1830 (Tate gallery, Londra). Via

L’aneddoto ci indica che Turner, oltre che un virtuoso era pure un esibizionista. Fu anche prolifico. Alla morte, oltre a migliaia di album di disegni e schizzi, lasciò incompleti circa 300 tele e molti acquarelli. Questo fatto, poiché nello “stile tardo” di Turner le cose dichiaratamente finite e quelle incomplete non sono distinguibili nettamente, ha causato un po’ di confusione. A inizio Novecento—complice l’estetica modernista—furono esaltati come capolavori coscientemente non finiti opere ancora, diciamo così, in bozza.

Più di 90 splendide opere di Turner in mostra a Roma

Nelle 92 opere della mostra “Turner” al Chiostro del Bramante fino al 26 agosto 2018, come si legge nella presentazione, “natura e romanticismo si fondono”. Si possono ammirare soprattutto acquarelli, ma anche dipinti a olio, disegni e schizzi. Opere “mai giunte insieme in Italia”, che sono “ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi” visti dall’artista durante i suoi numerosi viaggi. Anche i viaggi in Italia, che furono due: 1819-1820 e 1828-1829.

J. W. Turner - Il Ponte delle Torri di Spoleto, 1840 (Tate Gallery). Via

J. W. Turner – Il Ponte delle Torri di Spoleto, 1840 (Tate Gallery). Via

La mostra, a cura di David Blayney Brown, è imperdibile. Le opere lasciano intendere quanto l’immaginazione di Turner fosse davvero in anticipo sui tempi. Provengono tutte dalla Tate Britain, che inizia con questo evento una collaborazione con il Chiostro del Bramante. E custodisce la più ampia collezione di opere di Turner: il grosso, migliaia di opere, si trova nella Clore Gallery. Ricordatene, se hai in programma di andare a Londra.

Per un’introduzione breve a Turner, consigliamo il volumetto edizione Giunti. Qui un catalogo Taschen. Molto bello, non solo per la parte relativa a Turner, il catalogo della mostra Pittura inglese verso la modernità

J. W. Turner - Autoritratto, 1798. Via

J. W. Turner – Autoritratto, 1798. Via

Immagini: Copertina