Le ultime opere di cinque grandi pittori

Le ultime opere di cinque grandi pittori

Quando in generale si prende in considerazione il lavoro di un artista, si tende a citarne sempre l’opera prima. Non è una consuetudine errata: si deve partire dal principio per poter comprendere lo sviluppo del genio. Ciò che capita più raramente, invece, è ricordare il momento in cui gli artisti si sono messi al lavoro per l’ultima volta. Probabilmente perché in alcuni casi, come quello di Gustav Klimt, si tratta di opere incompiute.

Abbiamo pensato quindi di raccogliere per te alcune delle ultime opere dei pittori più amati degli ultimi anni di storia dell’arte.

L’ultimo autoritratto di Pablo Picasso (1972)

Si tratta di un’opera davvero importante poiché Pablo Picasso si “auto-disegnò” un anno prima della sua morte, che avvenne nel 1973. Oltre a essere uno degli artisti più consapevoli della propria notorietà, l’artista spagnolo fu un grande lavoratore. Si narra che dipingesse ancora poche ore prima di morire alla veneranda età di 91 anni.

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Radici dell’albero (1890)

Dipinto a Auvers-sur-Oise, poco dopo aver lasciato il manicomio di Saint-Rémy, “Radici dell’albero” è il vero e ultimo capolavoro di Vincent Van Gogh. Per molti, invece, la sua ultima opera è “Campo di grano con volo di corvi”, realizzata precedentemente nello stesso anno, probabilmente perché ritrae il luogo in cui l’artista prese l’ultima drastica decisione.

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Grandes Décorations (1920/26) 

Si tratta di grandi quadri appartenenti al famosissimo ciclo “Le ninfee,” un’imponente raccolta di oltre 200 opere realizzate da Claude Monet. Soprattutto negli ultimi anni della sua vita, l’artista francese passò la maggior parte delle sue giornate nella sua tenuta a Giverny per lavorare al progetto. Negli ultimi periodi però, a causa della cataratta, aveva grosse difficoltà a distinguere i colori. Proprio per questo le sue ultime opere hanno sfumature “meno fresche” e tendenti al rosso e al marrone.

La coda di rondine (1983)

L’ultima vera opera di Salvador Dalí—a questa seguì solo una serie di schizzi incompiuti—è “La coda di rondine”.  Si tratta di una libera interpretazione visiva della “teoria delle catastrofi,” ipotizzata dal matematico René Thom nel 1960.  Tale teoria studia come dei piccoli cambiamenti possano mutare ampiamente ambienti strutturati.

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La sposa (1918)

Si tratta dell’ultima fatica di Gustav Klimt. L’opera del pittore austriaco è incompiuta, in quanto morì prima di poter “vestire” i soggetti, ovvero le donne nude che figurano nel quadro. Come puoi notare i corpi sono comunque definiti, nonostante Klimt avesse dovuto in seguito ricoprirli: un indizio che accenna alle costanti indagini dell’artista sul tema della sessualità.

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