Le ultime struggenti fotografie dei grandi artisti della storia

Le ultime struggenti fotografie dei grandi artisti della storia

Applaudite amici, la commedia è finita”. Lo disse il 26 marzo 1827Ludwig van Beethoven prima di spegnersi. Alcune delle ultime parole più intense della storia. Come ci si aspettava in fondo da un compositore di tale livello.

Gli ultimi ricordi restano ben impressi nella mente delle generazioni future. Ancora più potenti, ma in modo diverso, ci sono anche le ultime foto. Che mostrano l’aspetto drammatico (e suggestivo) dell’essere colti all’insaputa di ciò che accadrà di lì a breve.

John Lennon

Questa foto, scattata da Paul Goresh, spiega perfettamente questa suggestione. Vittima e assassino nella stessa foto. John Lennon e Mark Chapman. È l’8 dicembre, Mark attende il musicista davanti all’hotel dove risiede. Il Dakota di New York. Gli stringe la mano e gli allunga una copia di Double Fantasy. Vuole un autografo. John, ignaro di quello che sarebbe successo dopo, gli chiede “se desidera altro”.

© Foto de Paul Goresh. O assassino Mark David Chapman pede autógrafo a John Lennon horas antes de abatê-lo a tiros. Nova York, 1980. Pouco depois das 23h do dia 08 de dezembro de 1980, John Lennon foi abatido a tiros na portaria do prédio onde morava em Nova York. O assassino era Mark David Chapman, que horas antes foi clicado pelo fotógrafo amador Paul Goresh pedindo um autógrafo a John Lennon. Ao ouvir a notícia de que o assassino era um fã, Paul telefonou para a polícia. “Percebi imediatamente que era o cara que aparece na fotografia. Você não pode imaginar o quanto de nojo e raiva eu senti”. O depoimento está registrado no documentário “The day that John Lennon died,” produzido para a TV britânica. A fotografia de Lennon ao lado do seu algoz correu o mundo. #johnlennon #markdavidchapman chapman #crime #historiasdafotografia

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È all’uscita del musicista, alcune ore dopo, che Chapman spara cinque colpi con il suo revolver. Invece di scappare, l’assassino si siede sul marciapiede davanti all’albergo e aspetta l’arrivo della polizia. Legge qualche pagina de Il giovane Holden di Salinger. Il custode dell’albergo, gli chiede: “Lo sai che cosa hai fatto, vero?”, e lui risponde calmo: “Sì, ho appena sparato a John Lennon”.  

Tra le ragioni che avevano fatto scattare la scintilla nella mente malata di Chapman c’erano lo stile di vita di John (“Mi sentivo tradito, ma a un livello puramente idealistico. Mi sembrava sbagliato che l’artefice di tutte quelle canzoni di pace, amore e fratellanza potesse essere tanto ricco); e anche le posizioni di Lennon sulla religione. Per Mark, fervente cristiano, inaccettabili.

Freddie Mercury

Queste due foto, scattate nel 1991, sono tra le ultime. Quando ormai Freddie Mercury, la rockstar dalla voce sublime, stava perdendo la sua battaglia con l’Aids. Mostra tutta la tenerezza di una delicata intrusione. Il fotografo è stato scoperto. Freddie guarda l’obbiettivo, non scappa. Sorride. Poi si accuccia, per sfuggire goffamente alla ripresa.

Quando le foto sono state scattate non era ancora ufficiale la condizione disperata del cantante. Qualcuno avanzava delle ipotesi, ma lui stesso non le confermava. Per non distogliere l’attenzione sul proprio lavoro. La sua ultima apparizione live risaliva all’anno prima. Per ritirare un premio. Il giorno prima della sua morte, la stampa viene informata da un comunicato. Come aveva disposto lo stesso Mercury al suo compagno Jim.

Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di protegger la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa terribile malattia.

Chester Bennington

La notizia della morte di Chester Bennington ha sconvolto il mondo del rock. Anche quelli che non erano fan dei Linkin Park e degli altri suoi gruppi, si sono commossi alla notizia. Un artista giovane, talentuoso, apparentemente felice… come era possibile arrivare a un gesto estremo come il suicidio? Il corpo senza vita viene ritrovato il 20 luglio 2017, nella sua villa in California.

In realtà, la sua vita era stata molto difficile. Aveva dovuto far fronte a profondi traumi. La depressione era una malattia che non gli dava tregua. Attraverso video e fotografie dell’artista nei suoi ultimi giorni la famiglia ha provato a sensibilizzare sul tema della depressione, spiegando quanto sia subdola. Anche un giorno prima del suicidio non si vedevano segnali inequivocabili. Il cantante aveva addirittura twittato che si sentiva molto creativo e che aveva composto sei nuove canzoni. Questa foto qui sotto è stata scattata dalla moglie, Talinda. E mostra tutta l’assurdità di questa malattia.

Jimi Hendrix

La morte del più grande chitarrista rock, Jimi Hendrix, è una delle pagine più amare della musica. Morto a 27 anni, è difficile pensare, senza sconforto, a cosa avrebbe potuto ancora suonare. Il suo contributo alla musica rock è inestimabile.

L’ultima foto che è stata scattata lo ritrae a casa, il giorno prima della morte in compagnia di una Fender Stratocaster. In particolare, “Black Betty”, una delle sue predilette. È il 17 settembre 1970. Lo scatto è diventato celebre anche perché è stato scelto come copertina di un bellissimo libro, in lingua inglese, scritto da Monika Dannemann, la sua ex ragazza. “The Inner World of Jimi Hendrix”.

Robin Williams

Terminiamo con un artista amatissimo da più generazioni di cinefili. Il grande, divertentissimo, Robin Williams. Suicida nella sua casa in California l’11 agosto del 2014, all’età di 63 anni, Robin aveva sofferto di alcolismo e tossicodipendenza. Difficile pensarlo per un artista solare come lui. Come riportato da ilPost, Williams disse un giorno durante un’intervista:

Guardo il mondo, vedo quanto possa essere spaventoso, a volte, e comunque cerco di affrontare la paura. La comicità può aiutare ad affrontare la paura, senza paralizzarti ma anche senza dirti che tutto il male sparirà. È come se dicessi: ok, posso scegliere di ridere di questa cosa, e una volta che ci avrò riso sopra avrò cacciato il demone e potrò affrontarla davvero. Questo è quello che cerco di fare quando faccio il comico.

Per un artista unico come è stato lui, non poteva che esserci, come ultima foto, qualcosa di altrettanto straordinario. Un mix divertente, struggente e profondo. Una foto pubblicata sul profilo Instagram dell’attore, l’anniversario della sua morte. Con un viso rubizzo e giocondo, in compagnia della sua adorabile scimmietta Crystal.

Happy Birthday to me! A visit from one of my favorite leading ladies, Crystal.

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Immagine di copertina