Guarda l'ultimo corto di Michel Gondry girato interamente con uno smartphone

Guarda l'ultimo corto di Michel Gondry girato interamente con uno smartphone

Ancora oggi a distanza di anni, era il lontano 2004, risentire il titolo “Se mi lasci ti cancello” ci trasmette un brivido. La storia d’amore tra Joel e Clementine è tra le più assurde, visionarie, tristi, divertenti e malinconiche che il cinema recente ricordi. È con questo film che abbiamo imparato a conoscere l’arte del suo regista, il francese Michel Gondry che assurdo, visionario, innovatore lo è di natura.

Dopo averci emozionato con quella splendida pellicola abbiamo cominciato a seguirlo senza perderci un film (L’arte del sogno, Be Kind Rewind, Mood Indigo…) andando a ripescare anche i videoclip che aveva realizzato prima di debuttare al cinema. Come ad esempio per i Rolling Stones, Björk e molti altri.

Il passaggio dai videoclip musicali al cinema non è stata una scelta casuale, è proprio lì che va rintracciata quella dose di follia, surrealismo e magia che contraddistingue il suo cinema. Ogni film del regista di Versailles è un piccolo mondo, in equilibrio tra realtà e sogno, che non disdegna mai i temi dell’infanzia, a lui come a Wes Anderson molto cari.

L’ultima opera, in ordine di tempo, è un cortometraggio che rappresenta al massimo questa visione del mondo. Si intitola Détour (in italiano la traduzione sarebbe “deviazione“) ed è girato interamente con uno smartphone, per la precisione un iPhone.

Se per qualcuno la scelta di questa curiosa “macchina da presa” potrebbe rappresentare un ostacolo alla qualità estetica del film, questo sarà costretto a ricredersi fin dalle prime scene. Il risultato è impressionante.

La storia, a proposito di bambini e di magia, racconta il viaggio estivo di una famiglia che durante il tragitto in macchina perde il triciclo della figlia minore. In un montaggio alternato dove si vede il percorso della famiglia e quello del triciclo, gli 11 minuti del corto volano via tra una tenerezza, una buffa trovata e un pizzico di apprensione.

Non mancano gli elementi surreali, come dei pesci che cantano, dei pupazzi a forma di pennuti che attraversano le strisce pedonali e il triciclo che diventa grande come un camion.

Ti consigliamo di vedere il corto non soltanto per gustare un piccolo gioiello cinematografico, ma anche per vedere come gli sviluppi tecnologici di tutti i giorni possano trasformare le arti più classiche e tradizionali, come il cinema. Lasciando però la qualità inalterata e suggerendo deviazioni inedite e suggestive.

Immagine via YouTube