Un racconto del terrore di Poe letto da Iggy Pop

Un racconto del terrore di Poe letto da Iggy Pop

Quando Edgar Allan Poe, uno dei più grandi scrittori americani della storia, morì nel 1849, era estremamente povero. Il suo successo arrivò molti anni dopo, la sua esistenza fu perlopiù dolorosa e difficile, in special modo dopo la morte della moglie, dalla quale non si riprese più, cominciando a bere.

La scrittura lo portò a vivere in una grave situazione finanziaria, e la sua opera non fu mai compresa né dal pubblico né dalla critica contemporanei.

Oggi è diventato una fonte continua di ispirazione sia per quanto riguarda la letteratura che la musica, il teatro e il cinema. La sua influenza è enorme anche a distanza di più di un secolo.

Per rendere omaggio al grande scrittore dell’orrore non c’è forse migliore occasione che farlo in coincidenza di halloween, riportando alla luce una pietra miliare oggi semisconosciuta: un reading di Iggy Pop.

La lettura di Iggy Pop fa parte di un album “tributo” a Poe, e vede partecipare alcuni dei suoi più grandi estimatori, in ogni campo dell’arte. L’album, uscito alla fine degli anni ’90, si intitola Closed on Account of Rabies: Poems and Tales of Edgar Allan Poe.

Oltre alla voce di Iggy Pop ci sono anche i bellissimi contributi di Christopher Walken alle prese con la lettura di una delle poesie più note del poeta americano, Il corvoMarianne Faithfull che recita “Annabel Lee” e Jeff Buckley con la ballata Ulalume.

Il racconto che legge Iggy Pop è uno dei più famosi, amati e belli di tutta l’opera di Edgar Allan Poe: “Il cuore rivelatore“, il cui titolo originale è “The Tell-Tale Heart”. Pubblicato per la prima volta nel 1843 è diventato nel tempo un classico della letteratura horror.

Il nostro consiglio per apprezzarlo al meglio è quello di ascoltarlo con la traduzione in italiano sottomano, se non si è pratici con l’inglese. Ascoltarlo in lingua originale è importante non soltanto per la splendida interpretazione di Iggy Pop, ma anche per rendere giustizia a uno dei più profondi innovatori della lingua che con la sola forza delle parole è ancora oggi in grado di farci “accapponare la pelle“.

Immagine via Flickr