L'uomo che nell'antica Roma seguiva il suo signore ricordandogli i nomi dei conoscenti

L'uomo che nell'antica Roma seguiva il suo signore ricordandogli i nomi dei conoscenti

Ricordare un appuntamento o il nome di qualcuno conosciuto a una festa il giorno prima non è mai stato così semplice come oggi. Anche se bisogna fare chiarezza sul reale significato di quel ricordare. Grazie a Facebook, per esempio, non veniamo a sapere soltanto il nome ma anche il cognome di una persona appena conosciuta e molte altre informazioni. La stessa cosa vale per i motori di ricerca web che ci danno, in un istante, l’informazione richiesta. Ma questo significa che li ricorderemo in futuro?

Fino a quindici anni fa il modo che avevamo di ricordarci qualcosa era quello di appuntarcelo su carta oppure contando esclusivamente sulla nostra memoria. Questo problema attanagliava ovviamente anche i nostri lontani antenati, ma andando indietro nel tempo, precisamente nell’antica Roma, si scopre l’esistenza straordinaria di un “ricordatore”, un addetto alla conservazione della memoria.

A Roma veniva chiamato “nomenclator”. Era uno schiavo o un liberto (uno schiavo liberato) che ricordava al suo signore gli appuntamenti della giornata e quali persone avrebbe incontrato durante le campagne politiche. Se all’inizio il suo ambito era questo, col tempo, la sua fortuna si diffuse e si fece affidamento su di lui anche in altri contesti.

Il nomenclator finiva spesso a suggerire i nomi delle persone che via via il signore incontrava per strada e che gli rivolgevano un saluto. Viceversa, doveva ricordargli di chi aveva davanti per rivolgere il suo di doveroso omaggio. A tutti gli effetti il nomenclator divenne un maggiordomo ante litteram. La mattina, durante la salutatio domestica, elencava tutti gli amici e i clienti che venivano a trovare il signore.

Anche lui aveva diversi ruoli, c’era quello ab ammissione (un cerimoniere della corte imperiale, addetto alla cura delle udienze pubbliche e private); c’era quello censorius e a censibus (adibito nella rassegna dell’ordine equestre). Oggi, il nomenclator ci insegnerebbe l’importanza della memoria, non per ricordare gli appuntamenti dei nostri signori, ma per quando, forse, non potremo più fare affidamento sulla tecnologia.

Immagine via Flickr