Quando abbiamo iniziato a bere il tè?

Quando abbiamo iniziato a bere il tè?

Il è una bevanda con una lunga tradizione, consumata in tutto il mondo: è la seconda più utilizzata, dopo l’acqua. Esistono diverse tipologie di tè—ognuna con proprietà e caratteristiche diverse— e svariate tecniche di infusione per prepararlo. Ma quando è nato l’utilizzo di questo infuso, e perché si è propagato ovunque?

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Recentemente il canale YouTube del Ted-Ed ha realizzato un breve video animato per ripercorrere la storia del tè: un modo semplice e divertente per analizzare l’impatto culturale di una tradizione antichissima, che è passata di generazione in generazione.

Secondo la leggenda a scoprire gli effetti delle foglie del tè fu la figura mistica del contadino cinese Shennong, che un giorno, mentre era in una foresta in cerca di erbe medicinali, si avvelenò con una di esse. Mentre stava per morire, una foglia di tè finì casualmente nella sua bocca, e masticandola Shennong riuscì a salvarsi.

Ovviamente questa è solo una leggenda per rendere onore all’utilizzo di questa pianta, che fa parte integrante della cultura cinese. Secondo le ricostruzioni storiche, la coltivazione e produzione di foglie viene praticata in Cina da circa 6000 anni.

Originariamente venivano consumate come dei normali vegetali, come si farebbe oggi per un’insalata, ma con il passare del tempo si scoprirono altre tecniche per utilizzarle. L’infusione delle foglie venne sperimentata circa 1500 anni fa, con la casuale scoperta del fatto che se essiccate e messe in acqua calda, riuscivano a creare una bevanda dall’effetto corroborante.

Così i cinesi cominciarono a realizzare le prime rudimentali bustine da tè: inserendo all’interno di sacchetti di tela la polvere ottenuta pestando in un mortaio le foglie da tè essiccate, per velocizzarne l’infusione. All’epoca la bevanda era chiamata “matcha“.

Il matcha divenne così popolare nell’antica Cina, che le coltivazioni delle piante da tè si moltiplicarono in modo esponenziale, e attorno a questa pianta si creò un alone quasi mistico. Il tè era oggetto di fiabe e poesie. Nel IX secolo, durante la dinastia Tang, un coltivatore per la prima volta esportò una di queste piante in Giappone. Anche in questo paese l’utilizzo dell’infuso si estese, tanto da creare un vero e proprio rito sociale: la cerimonia del tè.

Durante la dinastia Ming, questa pianta era diventata uno dei principali prodotti d’esportazione della Cina, dopo la porcellana e la seta. Il tè raggiunse l’Europa attorno al 1600, quando le compagnie navali e commerciali olandesi riportarono nel Vecchio Continente alcune piante che avevano prelevato in Cina.

L’infuso divenne presto di gran moda fra gli aristocratici europei, in particolare nelle famiglie inglesi, dopo che Caterina di Braganza—principessa portoghese, sposa di Carlo II di Inghilterra—ne diffuse l’utilizzo a corte. All’epoca l’Inghilterra stava espandendo in modo inarrestabile il suo dominio coloniale, e questo contribuì a rendere popolare il tè in tutto il mondo. Alla fine del diciassettesimo secolo, le foglie essiccate erano uno dei prodotti più ricercati ed esportati dalle compagnie commerciali europee.

Da allora, l’utilizzo di questo infuso si è evoluto sempre di più: sperimentando nuove tipologie, e nuove tecniche di infusione. Fino a diventare un pilastro alimentare di quasi tutti i paesi del mondo.

Immagini: Copertina