La Venere di Milo con cassetti, il surreale tributo di Dalí alla scultura greca

La Venere di Milo con cassetti, il surreale tributo di Dalí alla scultura greca

Nel 1936, l’artista Salvador Dalí creò una personale rivisitazione della Venere di Milo. La scelse per ovvie ragioni: la scultura non è soltanto l’emblema della bellezza plastica del corpo umano osannata in età ellenistica, ma anche la rappresentazione di Afrodite, dea per antonomasia di amore, bellezza e fertilità.

A colpo d’occhio, però, la rivisitazione di Dalí è molto diversa rispetto all’originale conservata al Louvre di Parigi: la copia, infatti, è dotata di una serie di cassetti, posizionati in corrispondenza del seno, del ginocchio sinistro, del torace, della fronte e dell’addome. Inoltre, ogni cassetto è apribile grazie a dei pomelli di pelliccia.

Ma quali sono i reali motivi che portarono l’artista spagnolo ad aggiungere questi dettagli? Innanzitutto dobbiamo ricordare che Dalí era uno dei massimi esponenti del surrealismo, movimento che “si proponeva di esprimere il funzionamento reale del pensiero al di fuori d’ogni controllo esercitato dalla ragione”; poi che l’artista aveva puntato tutto sull’essere dissacrante tanto nella vita quanto nel lavoro; e infine che la scoperta dell’inconscio fatta da Sigmund Freud era stata abbracciata subito con entusiasmo dagli artisti del Novecento.

Dalí fu proprio uno di questi artisti: venne presentato, a Londra, a Freud da Stefan Zweig e dal magnate Edward James. E da quel momento in poi, rimase così entusiasta dell’incontro col padre della psicanalisi che continuò ancora con più vigore a creare opere oniriche.

#сравнениеискусства Венера Милосская (Ок. 200 г. до н.э.) + Сальвадор Дали «Вене­ра Милосская с ящика­ми» (1936 г.) ?«Единственное различ­ие между бессмертной Грецией и современн­остью – это Зигмунд Фрейд, который обнар­ужил, что человеческ­ое тело, чисто плато­ническое в греческую эпоху, в настоящее время полно секретных ящиков, которые сп­особен открыть только психоанализ». (Сал­ьвадор Дали) ?«Венера Милосская с ящиками» – это трехм­ерная кульминация ис­следований Дали глуб­оких психологических тайн сексуального желания, олицетворённ­ых образом древней богини любви. #fah_сравнениеискусства #fah_историяискусств #историяискусств #venus #venusdemilo #aphrodite #aphroditeofmilos #венера #венерамилосская #афродита #афродитамилосская #dali #salvadordali #дали #сальвадордали #venusdemilowithdrawers #венерамилосскаясящиками #art #искусство #sculpture #скульптура #antiquity #античность # surrealism #сюрреализм #1936

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Se in età ellenistica l’uomo era neoplatonico, con l’introduzione della psicanalisi il soggetto è anche il frutto del suo inconscio. La differenza tra l’arte antica e quella del presente, per Dalí, era, insomma, Freud. E i cassetti aggiunti alla Venere rappresentano proprio l’intuizione di quest’ultimo: la complessità della nostra mente.

Il primo artista a parlare della Venere di Milo, fu proprio André Breton, il padre del surrealismo. Nell’Introduction au discours sur le peu de réalité del 1927 spiegava che in qualche modo la scultura ellenistica era stata probabilmente creata per far emergere i desideri inconsci. Desideri, considerati “fantasmi” da Dalí, capaci di creare “atti inconsci”.

Se vuoi vedere dal vivo la prima versione della Venere di Milo con cassetti (in bronzo) di Dalí, devi andare nel Museum Boijmans Van Beuningen, a Rotterdam, dove è esposta.

Immagine | Copertina