Questo video spiega quanto sono

Questo video spiega quanto sono "costruiti" i documentari naturalistici che vediamo

Quando vediamo documentari naturalistici quasi mai pensiamo a quello che c’è dietro. Quel modo in cui lo guardiamo, “osservando di nascosto” gli animali, ci trae in inganno, perché dietro una scena, anche quella che ci sembra più selvaggia e naturale, spesso si trova una ricostruzione sapiente.

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Succede in tutti i documentari: è una modalità necessaria non soltanto per sfruttare al massimo il materiale, ma soprattutto per rendere il documentario più accattivante.

In questo video, pubblicato da DSLRguide, partendo dalla serie di documentari più bella degli ultimi anni, Planet Earth II, vengono analizzate alcune scene mostrando che quello che apparentemente sembra una ripresa autentica nasconde più di una “finzione”.

Prima di tutto il sonoro. Per dare un maggior effetto di immedesimazione i suoni vengono ricostruiti. È impossibile registrare l’audio quando si è lontani. La telecamera ha lo zoom, il microfono no. Se non venissero registrati in studio, durante le riprese aeree di un inseguimento ad esempio, sentiresti le eliche in movimento dell’elicottero.

La ricostruzione più importante è sicuramente quella che riguarda la storia. Quando guardiamo un documentario, vogliamo una piena immedesimazione, un racconto. Ma come avviene tecnicamente?

Prendiamo come esempio la scena di un combattimento tra canguri. Una volta arrivata sul luogo delle riprese la troupe deve aspettare il momento giusto. Nell’attesa inizia a girare: riprendendo esemplari di canguro, un cucciolo che si ritira nel marsupio della mamma e alcuni primi piani di sguardi. Dopo qualche settimana finalmente avviene uno scontro tra due maschi. In fase di montaggio, le scene vengono sistemate in maniera “tattica”: come un duello da far west. Prima si mostrano gli sguardi, poi il cucciolo che si ritira nel marsupio e solo a quel punto il duello.

Ovviamente un documentario 100% reale, senza musica, senza pathos, sarebbe troppo noioso. All’inverso, un documentario con gli “effetti speciali” sarebbe senza senso. Perché sia accattivante deve stare in perfetto equilibrio. La realtà parzialmente manipolata crea una maggiore tensione emotiva: gli animali vengono umanizzati e finiamo per preoccuparci per loro. Il motivo per cui guardiamo i documentari.

Immagine via Flickr