Questo video spiega perché alcuni animali sono addomesticabili e molti altri no

Questo video spiega perché alcuni animali sono addomesticabili e molti altri no

Al tempo degli uomini primitivi non esistevano animali da fattoria, da allevamento o da cortile: tutti nascevano selvatici. Oggi siamo abituati agli animali addomesticati (le galline, le pecore, i cavalli, i maiali ecc.), ma su che basi i nostri antenati hanno deciso i più adatti alla domesticazione?

Partiamo dal termine “domesticazione”: “Stato in cui si trovano gli animali e le piante, quando le condizioni di alimentazione e riproduzione sono regolate dall’uomo.” In poche parole vuol dire rendere animali e piante adatti a soddisfare le nostre esigenze. Non soltanto come cibo, ma anche come mezzo di trasporto o strumento di lavoro.

Non tutti gli animali però si possono addomesticare. In questo video, realizzato dalla CGP Grey, viene stilata una lista delle qualità che rendono possibile questo processo.

Prima di tutto devono essere mangiabili. Una mucca si nutre di erba e ci dà latte e carne. Anche una tigre volendo ci dà la carne, ma quest’ultima si nutre di altra carne. Un animale è addomesticabile quando non è un puro carnivoro e non è esigente, mangiando cose che crescono ovunque e che noi non possiamo mangiare.

Secondo fattore è il loro essere amichevoli, mansueti. Riguarda anche altri erbivori come le gazzelle che sarebbe troppo faticoso catturare e allevare in uno spazio chiuso.

Inoltre un animale per essere addomesticato deve essere fertile e crescere in fretta. Un elefante impiega 2 anni a dare alla luce un cucciolo, 9 a raggiungere la maturità femminile e 15 quella maschile. Gli elefanti non sono addomesticabili ma, e questa è una differenza importante, possono essere domati, possono cioè aiutare nel lavoro, nel trasporto.

L’ultima differenza riguarda la gerarchia familiare. Nel video viene spiegata efficacemente la differenza tra cavalli e zebre, due animali apparentemente simili. I cavalli nella storia dell’uomo sono stati rivoluzionari, le zebre invece perché non hanno avuto la stessa fortuna?

Oltre a scalciare e mordere, le zebre non rispettano una gerarchia familiare, a differenza dei cavalli cha la rispettano nelle mandrie o durante una cavalcata (il maschio in testa al gruppo, poi la femmina, i puledri e così via). Così, quando cavalchiamo il maschio alfa del gruppo diventiamo la sua guida principale. “Anche le zebre si muovono in gruppo, sanno che è una buona idea per sopravvivere“, dice la voce fuori campo nel video: “ma alla fine non gli importa poi tanto. Le zebre sembrano dei cavalli fuori, ma dentro non lo sono.”

Immagine via Flickr