Ora puoi vedere online 7000 splendide illustrazioni di William Blake

Ora puoi vedere online 7000 splendide illustrazioni di William Blake

Leggevo William Blake da bambina. I Canti dell’Innocenza erano accanto a Winnie the Pooh. Ho imparato da lui molte cose sugli spazzacamini, sul terribile lavoro minorile in quei tempi: Blake amava i bambini. Poi ho conosciuto Blake il pittore. Più di recente, ho studiato Blake l’uomo: un uomo che aveva visioni, e rimase fedele ad esse per la vita. Il suo lavoro non vendeva. Visse in povertà. Da lui ho imparato a non aspettarmi nulla, e allo stesso tempo a non mollare mai.

Così Patti Smith su uno dei suoi artisti preferiti, William Blake (1757-1827). Probabilmente l’artista più antiaccademico del suo tempo, considerato “pazzo” da non pochi dei suoi colleghi (tra cui Wordsworth), forte sostenitore delle rivoluzioni francese e americana, e autore di una sentenza (da Il matrimonio del cielo e dell’inferno) passata alla storia grazie a Aldous Huxley e ai Doors:

Se le porte della percezione fossero pulite, ogni cosa apparirebbe all’uomo come essa veramente è: infinita.

Poeta facile alla profezia. Scrittore. Acquerellista. Incisore: a pochi altri quanto a Blake si attaglia bene l’etichetta di visionario. Le sue poesie, anticipatrici del simbolismo, hanno una potenza evocatrice unica. Pensiamo solo a The Tyger, lirica in cui l’animale dal mantello striato, “Divampante fulgore/nelle foreste della notte” (nella traduzione di Ungaretti) è, come sarà la “Pantera” di Rilke, un simbolo della condizione umana.

WilliamBlake - Ancient of Days, 1794. Via

William Blake – Ancient of Days, 1794. Via

William Blake è noto soprattutto come straordinario illustratore: delle sue stesse opere in versi e in prosa nei libri miniati (illuminated books). Delle opere di Dante Alighieri e di John Milton. E di volumi della Bibbia, che riteneva il più grande poema dell’umanità. Centinaia di illustrazioni magnifiche che oggi puoi scoprire grazie al William Blake Archive che le ha digitalizzate tutte.

I soggetti delle sue opere visive non provengono dal mondo reale ma da un occhio “interno”. Il vecchio che misura l’abisso scuro con il compasso, nella più famosa incisione di Blake (immagine sopra), non è Yahweh, non è il demiurgo degli gnostici: si chiama Urizen, un vecchio dio che lo stesso Blake aveva “inventato” e collocato nel suo personale mondo mitico.

Illustrazioni, incisioni, dipinti: un archivio con 7000 opere di William Blake

Il William Blake Archive è un archivio ipermediale che raccoglie una dettagliata biografia di Blake, i suoi testi e circa 7000 immagini provenienti da 45 musei nel mondo. Le illustrazioni digitalizzate sono ad alta risoluzione e possono essere ruotate e allargate fino ai minimi particolari. I cicli più noti e importanti di Blake, per quanto riguarda le illustrazioni di testi altrui, sono la Commedia dantesca, Paradiso Perduto e il Libro di Giobbe. Li trovi nella sezione Drawings and paintings dell’archivio.

La figura di Dante e delle sue opere, come si legge in questo profilo sul sito del Met, fu sempre per Blake una inesauribile fonte di ispirazione.

William Blake - Il cerchio dei lussuriosi: Paolo e Francesca. Via

William Blake – Il cerchio dei lussuriosi: Paolo e Francesca. Via

La Commedia ha sempre “sfidato” il talento di illustratori eccezionali. Da Botticelli (che alla fine del ‘400 realizzò dei disegni su pergamena ) a Dalí (vedi qui le sue illustrazioni), fino a Moebius. Passando per Giovanni Stradano e Alberto Martini. E ovviamente Gustave Doré con le sue famosissime incisioni romantiche. William Blake realizzò centodue bellissimi disegni ispirati al poema, molti dei quali acquerellati.

William Blake - Dante e Virgilio entrano nella selva oscura

William Blake – Dante e Virgilio entrano nella selva oscura. Via

Il Paradiso Perduto di William Blake

Tra gli altri capolavori visibili grazie al William Blake Archive ci sono i set del 1807, del 1808, e del 1822 su Paradiso Perduto, che racconta l’episodio biblico della caduta. La tentazione di Adamo ed Eva da parte di Satana. La cacciata dal paradiso terrestre. Il “protagonista” è Satana, l’angelo caduto. I corpi sono di lontana ispirazione michelangiolesca mescolata al gusto (neoclassico)  del tempo, e mostrano come l’arte di Blake nasca dall’arte stessa: Blake non realizzò neanche un disegno dal vero in tutta la sua vita

La più bella delle illlustrazioni, dal libro IV del poema di Milton pubblicato nel 1667, è stata commentata da Mario Praz.

C’è un’illustrazione impressionante a proposito del passo del Paradiso Perduto di Milton, in cui Satana invidia la felicità di Adamo ed Eva e sente egli stesso ‘fierce desire, still unfulfilled’ [desiderio feroce, inappagato]. Adamo carezza Eva, e Satana il serpente, che è come il suo doppio, la sua propria immagine. Non resta a Satana, nella sua invidia, che ripiegarsi su se stesso e ciò è rappresentato da Blake con l’immagine di Satana che abbraccia il serpente.

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Ti consigliamo di scorrere anche le splendide illustrazioni  di William Blake per il Libro di Giobbe. La citazione di Mario Praz è tratta dall’introduzione del libro “Il patto col serpente“.

Immagine: Copertina