William Faulkner: guida all'eterno rivale di Ernest Hemingway

William Faulkner: guida all'eterno rivale di Ernest Hemingway

Povero Faulkner, crede davvero che le grandi emozioni derivino dai paroloni?

Con questa battuta, Ernest Hemingway rispondeva a una polemica lanciata da William Faulkner. Che lo aveva definito uno scrittore poco coraggioso. “Non ha mai usato una parola che il suo lettore dovesse andare a cercare sul vocabolario.”

Con il senno di poi possiamo dire che nessuno dei due aveva ragione nello sminuire l’altro. Se Hemingway è stato il faro del minimalismo americano, sicuramente Faulkner è stato uno scrittore importantissimo per tutti coloro che amavano una prosa più elaborata e ricca. Stiamo infatti parlando di due premi Nobel per la letteratura.

Ma se nel caso di Hemingway il successo è stato anche accompagnato da una grande fama, non si può dire esattamente lo stesso per Faulkner. Molti infatti non ne conoscono l’opera. Ed è un peccato: perché romanzi come L’Urlo e il Furore, Mentre Morivo e Assalonne! Assalonne! dovrebbero occupare le librerie di ogni lettore.

Gli anni della formazione

L’infanzia e la formazione di Faulkner—nato William Falkner—è profondamente radicata negli stati del sud. In un’epoca in cui la segregazione razziale era ancora molto forte. E infatti tutte le sue opere risentono delle atmosfere cupe e rozze che respira fin da piccolo. Una volta diventato scrittore realizzerà una serie di romanzi e racconti ambientati in un’immaginifica contea chiamata Yoknapatawpha. Che voleva appunto richiamare l’archetipo negativo delle cultura negli Stati del sud.

Nato a New Albany, nel Mississippi, il 25 settembre 1897, la prima parte dell’infanzia di Faulkner è segnata dall’instabilità finanziaria del padre. Dopo svariati lavori finiti male, il padre finalmente viene assunto come segretario nell’università statale. E grazie anche al contatto indiretto col mondo accademico Faulkner inizia ad appassionarsi alla letteratura.

Legge voracemente le opere di Twain, di Conrad, e di Herman Melville. Ma ha una predilezione particolare per gli scrittori più raffinati, come William Shakespeare e Henry James. Un’altra sua grande passione più tarda, poi, sarà quella per James Joyce.

Dopo aver prestato servizio come volontario nella Prima guerra mondiale, ed essere tornato in patria, decide di iscriversi all’università del Mississippi. Ma gli studi non fanno per lui: quello che vuole veramente fare è scrivere. Quindi nel 1921 decide di trasferirsi a New Orleans, dove comincia a lavorare come giornalista in un piccolo quotidiano locale.

Nella nuova città ha modo di conoscere una figura che diventa subito fondamentale: lo scrittore Sherwood Anderson. Con una grande capacità di intuire i talenti, Anderson vede in Faulkner una grande potenzialità. E lo incoraggia a trovare una propria voce. L’ironia del destino, vuole che Anderson sia stato anche il mentore di Ernest Hemingway.

Gli esordi narrativi

Nel 1926 riesce finalmente a pubblicare il suo primo romanzo: La paga dei soldati. Seguito subito dopo da Zanzare, del 1927. Pur essendo opere piuttosto rozze nelle linee narrative—e forse banali e già viste nelle ambientazioni—questi due romanzi mostrano indubbiamente che Faulkner possiede un grande talento per la prosa. La sua è una scrittura involuta, ma al tempo stesso ammaliante.

Riesce a miscelare con sapienza lunghi flussi narrativi a sezioni più lineari e dirette. La sua capacità di descrivere gli stati d’animo, e ricamare elegantemente i dialoghi lo evidenziano subito come uno dei giovani scrittori più promettenti.

“Sartoris” e la contea di Yoknapatawpha

Nel 1929 esce il suo terzo romanzo, Sartoris. Con questo romanzo Faulkner aprirà un vero e proprio ciclo narrativo, che durerà molto tempo e segnerà la maggior parte delle sue opere. Crea infatti l’ambientazione che lo segnerà in modo determinante come scrittore: la contea di Yoknapatawpha.

Sartoris ricostruisce la storia di una antica famiglia del Mississippi, e della sua caduta in seguito alla Prima guerra mondiale. Mostra il cambiamento del tessuto sociale nel sud, e inquadra perfettamente la cupezza e le brutture di un territorio estremamente razzista e settario. Faulkner lavora così tanto sui personaggi che vivono la contea immaginifica, che in poco tempo ottiene materiale sufficiente per dar vita a un’altra storia: L’Urlo e il furore.

Il suo quarto romanzo rimane forse il più emblematico fra quelli prodotti dallo scrittore. Attraverso l’utilizzo del flusso di coscienza, rende ancora più personale e precisa la sua visione del sud degli Stati Uniti.

Yoknapatawpha e i suoi personaggi saranno lo scenario di altri grandissimi romanzi dell’autore. Tutti imperniati attorno alle stesse ossessioni: la solitudine, la grettezza del razzismo, la decadenza di un luogo che vive soltanto di memoria. Di questo filone, infatti, fanno parte anche Mentre morivo (1930), Santuario (1931) e Luce d’agosto (1932).

Gli altri grandi romanzi e il Nobel

Alla fine degli anni Trenta Faulkner decide di affondare la sua lama narrativa nel vero sostrato storico dell’America che sta vivendo. La Guerra civile americana. E lo fa attraverso due romanzi strabordanti, in cui il suo stile ricco e funambolico sembra quasi non avere freno. Assalonne! Assalonne! (1936) e Gli invitti (1939).

Nel 1949 gli viene conferito il premio Nobel per la letteratura. “Per il suo contributo forte e artisticamente unico al romanzo americano contemporaneo”. Nel corso degli anni quaranta aveva attraversato alcuni dissesti economici, e il premio dà un’ulteriore spinta alla sua carriera. Riesce infatti a pubblicare altri due grandi romanzi di successo: Requiem per una monaca (1951) e Una favola (1954). Con quest’ultimo, inoltre, riesce a vincere sia il Premio Pulitzer che il National Book Awards.

Nell’ultima parte della sua carriera aveva deciso di tornare a dedicarsi alla contea di Yoknapatawpha, con altri racconti e romanzi. Significativo in questo senso è il gruppo di opere che prende il nome di “Trilogia degli Snopes“. Dopo aver pubblicato il romanzo Il borgo, che raccontava le vicende della famiglia Snopes, negli ultimi anni riprende questo filone e amplia la storia con altri due romanzi, La Città (1957) e Il palazzo (1959). Muore il 6 luglio del 1962 a Oxford, nel Mississippi.

Consigli per approfondire

Se si ha tempo e voglia di conoscere a fondo questo grande scrittore, il nostro consiglio è quello di partire dal romanzo Sartoris. Introduce il mondo narrativo di Yoknapatawpha. Per poi proseguire in ordine cronologico attraverso le opere dell’autore. L’urlo e il furore è uno dei vertici dell’arte di Faulkner, ma bisogna prepararsi: sarà una delle letture più difficili della tua vita.

Immagini: Copertina