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Gli Yakhchal, i "frigoriferi" degli antichi persiani

Quando oggi devi conservare un alimento, metterlo in frigo è un gesto talmente automatico da apparirti scontato. Ma come riuscivano a mantenere fresco il cibo nell’antichità quando ancora l’energia elettrica non era nemmeno immaginabile? Un’opera davvero all’avanguardia è quella che riuscirono a creare gli antichi persiani nel IV secolo a.C: lo Yakhchal.

Lo Yakhchal non era altro che il “frigorifero” delle popolazioni autoctone che occupavano il territorio che oggi è designato in tutti i planisferi come Iran. Come avrai già notato dalla foto di copertina, si tratta di strutture dalla forma conica che lontanamente ricordano, almeno visivamente, i trulli pugliesi, ma la cui funzione è totalmente diversa.

Infatti, tradotto letteralmente Yakhchal significa “Fossa di ghiaccio.” Erano delle strutture, adibite a ghiacciaie, per fare in modo che il cibo non si decomponesse a causa del clima torrido del deserto iraniano. Una sorta di oasi nel deserto, soprattutto perché lo Yakhchal veniva anche usato come snodo di passaggio per il trasporto graduale dell’acqua di villaggio in villaggio.

In realtà, però, non bisogna farsi ingannare dalla forma conica della struttura in quanto la ghiacciaia era ubicata nella parte più sotterranea dell’edificio, dove oggi troveremmo le fondamenta di qualsiasi palazzo. Grazie, infatti, a un particolare cemento, mix di specifiche dosi di calce, albume d’uovo, cenere e peli di montone, la struttura era in grado di mantenere intatto il ghiaccio per la conservazione di svariati cibi.

Ma anche la forma conica non è data al caso. Serviva a convogliare l’aria calda in alto, in modo tale da creare una depressione interna, e trattenere l’aria fredda all’interno, anche nelle giornate più torride.

Immagine via Wikipedia