Il primo appartamento open source italiano è la casa del futuro

Il primo appartamento open source italiano è la casa del futuro

Pochi giorni fa ti abbiamo parlato delle ecocapsule, delle minicase con cui sarà possibile vivere praticamente ovunque.

Le ecocapsule sono un esempio concreto di come il concetto di “abitazione” potrebbe cambiare in futuro, ma la verità è che altre rivoluzioni nel modo di pensare e vedere la casa sono già in atto, e una in particolare ha un indirizzo vero e proprio.

È Casa Jasmina, il primo appartamento open source italiano.

Si trova a Torino, ed è un progetto curato dallo scrittore di fantascienza Bruce Sterling e coordinato da Lorenzo Romagnoli, uno dei fondatori del primo FabLab Italia.

A presentarlo lo scorso settembre al MakerCon di New York è stato Massimo Banzi, il creatore di Arduino, il primo hardware open-source del mondo.

Banzi ha dichiarato di aver dato vita a questo progetto insieme a Sterling perché da molto tempo ormai si sentiva parlare del futuro delle abitazioni come luoghi interattivi, ma nel panorama mondiale non c’è mai stato niente di concreto.

“Noi vogliamo creare un posto in cui la gente possa abitare e sperimentare il futuro,” ha detto.

Casa Jasmina è un appartamento interamente dotato di elettrodomestici connessi, e soprattutto costruito con tecnologie e arredi open source. Ogni pezzo di arredamento, infatti, è open design.

Ma soprattutto è un esperimento per constatare effettivamente che tipo di sviluppo ci si deve aspettare dalla domotica e dall’Internet delle Cose.

La casa infatti potrà essere affittata tramite Airbnb, e nei prossimi anni i feedback degli occupanti sugli effetti che si possono riscontrare vivendo in un ambiente totalmente interconnesso saranno analizzati, insieme ad ogni altro dato ricavato dall’intelligenza artificiale che si nasconde dietro ogni oggetto all’interno della casa.

Nel mondo ci sono diverse persone che vedono nell’Internet delle Cose il futuro più concreto dello sviluppo tecnologico; basti pensare a Chris Dancy, l’uomo robot.

Casa Jasmina sotto questo punto di vista sembra essere il laboratorio perfetto per testare quanto sia concreta la prospettiva di un futuro in cui ogni oggetto sarà completamente connesso e manipolabile dall’utilizzatore finale.

Foto via YouTube