Questa città dell'Australia è stata costruita sottoterra per ripararsi dal caldo del deserto

Questa città dell'Australia è stata costruita sottoterra per ripararsi dal caldo del deserto

L’Australia è uno dei paesi più estesi al mondo. Quella che conosciamo noi, dall’altra parte dell’emisfero, è soltanto una piccola parte. Abbiamo avuto già modo di vedere, attraverso alcune fotografie, i lati più selvaggi della natura australiana: zone che a tutti gli effetti si possono definire “incontaminate“. O la meravigliosa spiaggia di conchiglie bianche della Shark Bay.

L’entroterra australiano però è una zona estrema. Il caldo dell’outback è uno dei peggiori al mondo e gli abitanti di quelle zone hanno dovuto escogitare qualche piano efficace per ripararsi. Come ad esempio la costruzione di questo muro, il più lungo del paese, che ripara i cowboy che sono costretti a lavorare in quelle zone durante le stagioni più torride.

Anche gli abitanti di Coober Pedy hanno trovato una soluzione al caldo. Situata nel sud dell’Australia la città si trova in mezzo al deserto, in una zona completamente arida, dove un tempo non arrivava neanche l’acqua. Soltanto di recente, con la costruzione di una strada che collega Adelaide ad Alice Springs, la città ha avuto un contatto con il mondo al di fuori del deserto.

Soltanto i minatori e le loro famiglie vivono a Coober Pedy. Scoperte nel 1915 le miniere di opale l’hanno resa la prima città al mondo per estrazione di questo minerale. Secondo l’ultimo censimento sono state contate circa duemila persone. Il nome deriva dalla lingua degli indigeni Kupa-piti che significa “pozzo dei ragazzi”.

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Le temperature durante le stagioni estive hanno una media insostenibile di 40 gradi. Per questo il 60% della città per trovare riparo durante tutto l’anno si trova sottoterra. Le case sono state costruite in alcune ex miniere. Lì giù le temperature sono più sostenibili e costanti. Sottoterra non si trovano soltanto le case ma anche gli hotel per i turisti che si fermano la notte, i locali dove distrarsi tra una giornata di lavoro e l’altra, negozi e anche delle piccole chiese.

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Nelle abitazioni non sono presenti finestre, il ricircolo dell’aria avviene grazie a dei pozzi di areazione.Le pareti, di colore rosa, sono costruite con la sabbia che mantiene fresca la temperature interna. Non sono stati lasciati buchi, neanche minuscoli, altrimenti il calore penetrando renderebbe tutto vano.

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Trovandosi a circa 6 metri sotto il livello del suolo, all’interno delle case non penetra luce, per questo motivo l’illuminazione è esclusivamente elettrica. Gli abitanti intervistati hanno comunque affermato di trovarsi bene, soprattutto la notte. Riescono a riposare tranquillamente, senza luce, senza rumore e senza ovviamente il terribile caldo del deserto.

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Immagini via Flickr | Copertina1 | 2 | 3 | 4