La Barbie umana e l'evoluzione del concetto di bellezza

La Barbie umana e l'evoluzione del concetto di bellezza

Valeria Lukyanova è una modella ventinovenne di origini ucraine, diventata parecchio nota come la Barbie Umana. Negli ultimi anni infatti ha cercato in tutti i modi di eguagliare la bellezza della bambola più famosa al mondo.

Il suo aspetto è talmente cambiato che ormai Valeria sembra più simile a un personaggio disegnato in computer grafica che non a una persona reale.

Una volta raggiunto il suo scopo, però, non si è fermata; e recentemente—dopo una pausa di sei mesi in cui era sparita da internet—ha reso pubblico un servizio fotografico in cui sfoggia un fisico nuovamente mutato.

Lo scorso anno, infatti, Valeria aveva sostenuto in un’intervista di non gradire più il suo fisico esile, e di essere intenzionata a sottoporsi a un allenamento intensivo pur di ottenere il corpo di una guerriera amazzone.

“Volevo avere lo stesso fisico fiero delle guerriere. Non mi piaceva più il mio corpo. Avevo bisogno di muscoli”, ha dichiarato.

Valeria da sempre nega che il suo aspetto, tolto l’aumento del seno, sia dovuto alla chirurgia plastica.

Ma recentemente è stata criticata sui suoi profili social per essersi ricoverata in una clinica e sottoposta a un intervento facciale spiegato come conseguenza di un’aggressione.

Al di là del suo personaggio e delle critiche che riceve, quello che colpisce di Valeria Lukyanova è il modello di bellezza a cui aspira.

E che fa riflettere su come potrebbero cambiare in futuro i nostri canoni estetici.

L’interpretazione di cosa sia bello e delle caratteristiche fisiche che una persona deve possedere per esserlo sono cambiate più volte nel tempo. E ci sono sempre stati modelli di riferimento a cui ispirarsi.

La chirurgia plastica, poi, ha dato una svolta netta alla possibilità di raggiungere tali modelli: moltissime persone, negli ultimi vent’anni, si sono sottoposte a interventi estremi, trattamenti radicali e diete restrittive pur di ottenere zigomi, labbra, e fisici il più simili possibile ai personaggi del mondo del cinema, della musica e della televisione.

La Lukyanova in questo senso potrebbe semplicemente incarnare un passo ulteriore nell’evoluzione dei canoni estetici: canoni non più basati sulle caratteristiche fisiche di persone ritenute particolarmente attraenti, ma che tentano di raggiungere ideali di bellezza che esistono solo nell’immaginario collettivo. Come Barbie o le amazzoni.

E non è la sola: gli esempi di persone che hanno deciso di seguire questa strada sono diversi. Come Celso Santebanes, Rodrigo Alves o Charlotte Hothman, che hanno speso tutte le loro energie fisiche e non pur di assomigliare a delle bambole.

Ovviamente stiamo parlando di casi particolari, che non rappresentano un vero e proprio esempio di quello che la maggior parte delle persone trova bello.

Ma guardando le foto che ritraggono queste persone, e l’aspetto quasi robotico del loro viso e dei loro corpi, viene da chiedersi se veramente, in futuro, vivremo in un mondo in cui la bellezza sarà valutata in base a quanto si allontana da quella naturale.