La casa assemblabile che può essere costruita in tre ore

La casa assemblabile che può essere costruita in tre ore

Lo sviluppo della domotica, ovvero il modo in cui le nostre abitazioni si stanno sviluppando per essere sempre più interattive con chi le abita, non è il solo modo in cui l’industria dell’edilizia si sta evolvendo.

A quanto pare, infatti, non solo saremo in grado di interagire in tutto e per tutto con le nostre case, ma saremo anche in grado di costruirle in tempi ridottissimi.

O almeno è quello che lascia sperare l’azienda cinese Zhuoda, che ha sviluppato una casa costruita grazie a una stampante 3D, i cui moduli possono essere assemblati in tre ore.

Durante una dimostrazione che si è tenuta di fronte ai media cinesi, infatti, gli operai della Zhuoda hanno tirato su una casa composta da sei moduli e completa di arredi, impianto elettrico e impianto idraulico, in poco più di tre ore.

I moduli erano stati stampati nei giorni precedenti grazie ad una stampante 3D, direttamente in fabbrica, e quando i giornalisti sono stati fatti entrare all’interno della costruzione si sono resi conto che, nonostante il pochissimo tempo impiegato per costruirla, tutte le stanze e i servizi della casa erano perfettamente funzionanti e in ordine: una casa già pronta per essere abitata, insomma.

La Zhouda ha ottenuto 22 brevetti per questo progetto, compreso quello sul materiale utilizzato per i muri e i solai: un composto ricavato da rifiuti industriali e agricoli a prova di fuoco, resistente all‘acqua, e soprattutto privo di sostanze nocive. Ma non solo: oltre che funzionale, questo materiale segreto può essere completamente personalizzato con giada, marmo, legno o granito.

Inoltre, grazie alla perizia ingegneristica dei responsabili del progetto, queste costruzioni hanno un’incredibile resistenza ai terremoti e agli eventi catastrofici. E una durata di circa 150 anni.

Grazie al portentoso progetto di questa casa, l’azienda cinese ha firmato 40 contratti di progetto con il governo, e sta incrementando a dismisura la produttività dei propri stabilimenti, che entro il 2016 dovrebbe raggiungere i 2 miliardi di metri quadrati.

Il costo di queste abitazioni si aggirerà intorno ai 500 euro al metro quadro, con costi di produzione vertiginosamente bassi grazie alla velocità e alle modalità con cui vengono prodotti e assemblati i moduli.

Insomma: una novità che potrebbe cambiare da subito il mercato dell’edilizia cinese, ma che potrebbe influire anche su quello mondiale.

Immagine via Facebook