Che cosa sono le passivehaus?

Che cosa sono le passivehaus?

Nel mondo ce ne sono circa 50mila. In Italia, invece, sono ancora solo circa un centinaio, soprattutto dislocate al Nord, e consumano 10 volte meno di quelle tradizionali: sono le case passive, o Passivehaus, per dirlo come i loro ideatori tedeschi. Nato in Germania e sviluppatosi poi in tutto il mondo, soprattutto in Nord Europa, questo modello abitativo è estremamente innovativo, al fine di ridurre a tal punto costi energetici e sprechi da raggiungere il traguardo delle bollette a costo zero.

La Passivehaus è un modello abitativo realmente efficiente da un punto di vista energetico, accogliente ed economica. Non si tratta, quindi, del nome di un marchio, quanto quello di un concept, un modello che può essere applicato da qualsiasi persona in qualsiasi parte del mondo e che segue dei parametri ben precisi per essere ritenuto tale.

Il concept è stato sviluppato principalmente dal Passive House Institute (PHI), guidato dal Dottor Wolfgang Feist. Partendo dal modello pilota, la Kranichstein Passive House, il PHI ha assunto un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo tipo di modulo abitativo, portando avanti le ricerche sulle nuove tecnologie e i nuovi metodi di costruzione, tuttora in fase di sviluppo e costante innovazione. Il PHI, oltretutto, agisce come un centro indipendente di test e certificazione delle componenti utilizzate per costruire le Passive House, che passano attraverso standard particolarmente alti e attenti.

È vero, i costi di fabbricazione sono più alti rispetto a una casa realizzata in maniera tradizionale, circa del 6-8%. Di contro, questa spesa maggiore viene recuperata nel giro di una decina d’anni, grazie proprio al risparmio che questa casa assicura.

Infatti la Passivehaus sfrutta l’energia solare, le risorse naturali per il raffreddamento e il riscaldamento degli ambienti e i materiali poveri, come il legno, che aiutano nel mantenimento della temperatura ottimale nella casa, sia d’estate che d’inverno, grazie alle loro proprietà, assicurando un risparmio fino al 90% rispetto a una casa tradizionale. Il fatto che i materiali siano poveri, però, non implica anche una povertà estetica, anzi: design ultraminimal e moderno, la Passivehaus è esteticamente raffinata e armonica, per un guadagno non solo economico, ma anche estetico.

L’Italia, come abbiamo detto, non è ancora tra i Paesi dove la Passivhaus si è diffusa maggiormente, nonostante la presenza di risorse e materiali di alta qualità per costruirla. Ad ogni modo, sembra che questo modello abitativo, al suo impatto minimo sull’ambiente e alla garanzia di un risparmio di 10 volte rispetto alle abitazioni tradizionali, si sta diffondendo sempre di più, portando anche in Italia la rivoluzione energetica.

In Italia e nei Paesi Mediterranei l’istituto di riferimento è il ZEPHIR, lo Zero Energy and Passivehaus Institute for Research, nato a Pergine Valsugana (TN) nel 2011, che ha come obiettivo primario la divulgazione scientifica del concetto Passivehaus, appunto, oltre che avere a cuore tutte quelle che sono le energie pulite e l’ecosostenibilità edilizia in genere. La ZEPHIR s’impegna nel conciliare il concetto Passivehaus e lo standard mitteleuropeo con quelle che sono le realtà climatiche e territoriali dei Paesi mediterranei, che, più che al riscaldamento, volgono un occhio speciale al raffreddamento ecosostenibile e passivo.