Cinque errori che un capo non dovrebbe mai fare a lavoro

Cinque errori che un capo non dovrebbe mai fare a lavoro

I luoghi di lavoro, nonostante molte persone non siano abituate a ritenerli tali, sono esattamente come gli altri luoghi di aggregazione umana, e per questo motivo dovrebbero essere il più confortevoli possibile: anzi, visto che moltissime persone passano la maggior parte del proprio tempo in ufficio, un buon luogo di lavoro è vitale.

Ma soprattutto sono i rapporti umani ad essere particolarmente delicati, specialmente quelli assunti dalla figura chiave di un team in un’azienda, per quanto piccola. Il capo, infatti, è il leader del suo gruppo, e i suoi comportamenti hanno un effetto evidente non solo sui risultati ottenuti, ma anche sul tenore di vita dei suoi sottoposti.

Quelli che puoi trovare qui sotto sono gli errori che un capo non dovrebbe mai commettere.

Carichi di lavoro eccessivi

Ovviamente possono esserci periodi in cui il lavoro aumenta perché esiste un progetto o una scadenza particolarmente importante che deve essere rispettata: ma gli straordinari, soprattutto se non pagati, non devono diventare la norma. Lavorare la sera o nel fine settimana solitamente peggiora le prestazioni dei dipendenti, non è infatti scontato che più ore di lavoro significhino più produttività.

Promesse non mantenute

Quella del capo è una figura fondamentale che rappresenta l’autorità e l’autorevolezza in un gruppo, ed è a tutti gli effetti un punto di riferimento. Un buon capo è capace di spronare i suoi sottoposti a dare il meglio di loro stessi, un pessimo capo invece può spingere i dipendenti a peggiorare le proprie prestazioni. Uno dei modi peggiori per gestire un gruppo è quello di non rispettare le promesse fatte. Una promozione, un periodo di vacanze, un aumento di stipendio: se il capo non rispetta la parola data, significa che sta legittimando anche il dipendente a non rispettare la propria sugli impegni futuri.

Promozioni o assunzioni ingiuste

Altro discorso invece è quello dei premi elargiti con poco criterio: uno dei problemi più ricorrenti sui luoghi di lavoro è la mancanza di criterio di alcuni capi a dare gratificazione ai dipendenti. Spesso, infatti, chi è meno meritevole può ottenere una promozione che dal punto di vista dei risultati ottenuti non è meritata: e questo causerà un senso di ingiustizia negli altri componenti del gruppo che potrebbero per questo pensare che tanto vale limitarsi a fare il minimo dovuto.

Scarsa considerazione

Ci sono i capi che promuovono chi non se lo merita e ci sono quelli che invece non promuovono mai nessuno: una figura che probabilmente è più deleteria per il gruppo della precedente. Un gruppo che non si sente spronato e ricompensato quando ottiene buoni risultati, sarà sempre meno motivato a raggiungerli.

Clima ansioso

Pensare che sia la paura di perdere il proprio posto di lavoro o di ricevere delle punizioni sia il metodo migliore per spingere i dipendenti a dare il meglio è piuttosto miope: la paura prenderà una parte enorme delle risorse dei dipendenti. Saper stimolare il loro entusiasmo, spingerli a creder negli obiettivi, coinvolgerli e saper valorizzare il loro talento sono i modi migliori per fare in modo che i dipendenti diano il massimo.

Immagini: Copertina