Come spendiamo (e spenderemo) i nostri soldi sui social media

Come spendiamo (e spenderemo) i nostri soldi sui social media

I social media sono il regno del tutto gratis e del tutto accessibile in modo immediato. Status, foto, video, aggiornamenti, chat, scambi via mobile. Il nostro modo di comunicare è cambiato radicalmente senza dover spendere un euro, fatta eccezione per la connessione a Internet e l’eventuale acquisto di dispostivi ad hoc come tablet e smartphone.

Per farsi un’idea delle proporzioni: secondo una ricerca di LiveXtension, si sta parlando di 20,6 milioni di italiani attivi su almeno una piattaforma social, il 75% della popolazione, che, dato di Nielsen, trascorre su queste community un terzo del tempo dedicato alla navigazione in Rete. Il caso di successo più eclatante, Facebook, ci disegna un contesto composto da 24 milioni di utenti iscritti, 17 milioni dei quali si connettono tutti i giorni e 15 milioni lo fanno in mobilità. Gratuitamente e, soprattutto, senza essere stimolati all’acquisto in alcun modo. O almeno in teoria, perché i primi assaggi di circolazione diretta di denaro sui social si sono già visti. E sono destinati ad aumentare.

Abbonamenti
L’esempio principe è quello di Linkedin, che degli account premium ha fatto la sua fortuna. Le iscrizioni a pagamento permettono aggiudicarsi funzionalità aggiuntive come l’invio di messaggi diretti a contatti non diretti. I canoni partono da 15 euro al mese e possono arrivare a 54 in base alle necessità.

E-commerce
Facebook ci ha provato nel 2011 senza ricevere riscontri che lo convincessero a proseguire. Twitter sembra invece intenzionato a lanciarsi nella vendita diretta nei prossimi mesi: i marchi partner potranno sponsorizzare articoli o offerte particolari con i loro account e far completare i pagamenti all’interno della piattaforma di microblogging senza costringere l’utente a cambiare pagina. A occuparsi di questa novità sarà Nathan Hubbard, ex Ceo del portale di vendita di biglietti per eventi Ticketmaster.

Regali
Inizialmente Facebook aveva provato la strada della vendita dei regali virtuali, i Gifts. L’esperimento, come quello dell’e-commerce canonico, non è andato a buon fine e Menlo Park si è orientato in direzione dei regali fisici o digitali. Un codice per Starbucks o iTunes, o per i giochi presenti nella piattaforma stessa.

Giochi
Su Facebook si può giocare sia in modalità gratuita sia acquistando contenuti a pagamento. Si pensi all’esempio del gettonatissimo Candy Crush. La novità dei prossimi mesi dovrebbe essere quella del social gambling, i giochi d’azzardo a pagamento. Poker, Black Jack e altre attività ludiche di questo tipo che al momento non sono caratterizzate da puntate e vincite reali.

Messaggi Vip
La scorsa primavera sono iniziati i test per permettere l’invio di messaggi privati alle celebrità a pagamento. Si era parlato addirittura di 100 dollari per scrivere a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Il contatto più o meno diretto con i personaggi famosi è una delle caratteristiche che sta facendo il successo di applicazioni di messaggistica istantanea per lo smartphone come Wechat o Line, gratuitamente in questo caso.