Come proteggere al meglio la nostra privacy su Facebook

Come proteggere al meglio la nostra privacy su Facebook

Dopo lo scandalo che ha coinvolto Facebook e Cambridge Analytica, molti utenti del diffusissimo social network si sono risvegliati. Lo scenario che sta venendo fuori è per certi versi inquietante.

Dopo la notizia dell’uso illecito, a fini elettorali, che ha coinvolto 50 milioni di utenti si è registrato un crollo del titolo a Wall Street accompagnato da un primo fuggi-fuggi degli utenti.

Qualcuno, però, leggendo la notizia non si è stupito. “Ti iscrivi, dai il consenso a trattare i tuoi dati e poi ti lamenti se li usano?” La questione è molto più complessa di così. Ma la risposta ha il merito di porre l’attenzione sul “consenso”.

Cosa possiamo fare per proteggere la nostra privacy?

In certi casi cancellarsi non è la soluzione definitiva. Anche se non si ha un profilo Facebook, vengono comunque seguite le tracce che lasciamo su internet e viene stilato un “profilo ombra“, nell’attesa di entrare a far parte del social.

In altri casi invece “sarebbe troppo tardi”. I nostri dati sono stati, forse, già raccolti, conservati e pronti all’uso.

Entro questi limiti, allora cosa possiamo fare per proteggere la nostra privacy? Lorenzo Franceschi-Bicchierai ha di recente pubblicato un articolo su Motherboard nel quale riporta utili consigli in tal senso. Una guida che ha tratto l’ispirazione prima, e ha avuto l’approvazione poi, da Runa Sandvik, direttrice della sicurezza informatica al New York Times.

Come rendere più efficaci le impostazioni sulla privacy

In un articolo di Jason Koebler si sottolinea come migliaia di app che girano oggi su Facebook siano state progettate esclusivamente per raccogliere e vendere i dati di noi utenti.

L’intera esistenza di Facebook è basata sul monitoraggio e la raccolta delle tue informazioni

Ha riassunto provocatoriamente Franceschi-Bicchierai. Possiamo però limitare gli effetti indesiderati. Prima di tutto andando sulla sezione “Impostazioni” del profilo. E poi nelle finestre “Privacy” e “Impostazioni del diario e dei tag“.

Controlla bene quali informazioni hai deciso di fornire (ad esempio i dati anagrafici) e quali di condividere. Presta attenzione anche alla modalità di condivisione “amici degli amici“. Abbiamo imparato, dal caso di Cambridge Analytica, che alcune informazioni vengono carpite proprio in questa modalità.

Limita anche la visibilità dei vecchi post, pubblicati quando le impostazioni più avanzate e specifiche non esistevano ancora. Permetti soltanto a persone conosciute di accedere al tuo profilo. E valuta l’ipotesi di verificare e rimuovere il tag prima che venga visualizzato dagli altri.

Tieni d’occhio anche il “Registro attività“. Lì sono raccolte le tue “reazioni”. Eliminale o rendile strettamente private. Importantissimo: cerca di convincere anche i tuoi amici di social a fare lo stesso. Perché se qualcuno di loro lascia tutto accessibile rimani comunque esposto.

Limita al massimo l’uso delle app e scegli una buona password

Quando usiamo Facebook da cellulare è importante fare attenzione a non postare foto troppo private che potrebbero mettere a rischio la privacy non soltanto nostra ma anche quella di altre persone. E, quando non strettamente necessario, disabilita la geolocalizzazione.

Se proprio non puoi fare a meno di usare le app, controlla sempre le informazioni a cui possono accedere. Valuta poi con attenzione le app a cui abbiamo autorizzato il login. È comodo sì, ma anche pericoloso entrare attraverso Facebook senza inserire una password di controllo.

Attiva sempre gli avvisi di accesso. Così saprai sempre se qualcuno si connette al tuo account.

Ovviamente è bene ricordare di scegliere sempre una password che sia il più sicura possibile. Il consiglio della guida è quello di usare dei password manager (come LastPass o 1Password) che la creano e la ricordano al posto nostro.

Per aumentare l’impenetrabilità del profilo è sempre meglio aggiungere un altro livello di sicurezza. L’autenticazione a due fattori. La puoi attivare da Impostazioni > Sicurezza e login.

Come seconda scelta di autenticazione la ricezione dell’sms è sconsigliata. Le schede SIM sono sempre più esposte ad attacchi da parte di hacker. Meglio allora un Code Generator o una chiave di sicurezza fisica come Yubi Key. Che permette l’uso di una password diversa a ogni utilizzo, generando una one-time password.

In ultimo, fai attenzione alle email di sicurezza che manda Facebook. Qualcuno potrebbe hackerare la tua casella di posta e sfruttarla per entrare nell’account. Stai attento, ovviamente, ai messaggi che ti chiedono di resettare la password, o ad aprire messaggi con servizi che non hai mai richiesto.

Potresti compromettere in un attimo, tutto il lavoro svolto per proteggere la tua privacy e quella dei tuoi cari.

Immagine di copertina di JESHOOTS.COM