“Contra' Leopardi”, il borgo in cui ogni casa ha il nome di un’opera del poeta

“Contra' Leopardi”, il borgo in cui ogni casa ha il nome di un’opera del poeta

L’infinito”, “A Silvia”, “Il passero solitario”, “La quiete dopo la tempesta”, “Ricordanze”, “La ginestra”, “A se stesso”, “Aspasia”, “Alla Luna”, “All’Italia”, “La vita solitaria”, “Il sabato del villaggio”… anche se magari non te le ricorderai tutte, i titoli di alcune di queste poesie ti avranno fatto venire sicuramente in mente il nome del loro autore: Giacomo Leopardi.

Eppure, per quanto c’entri in qualche modo il poeta di Recanati, questi titoli sono anche il nome assegnato a quindici diverse abitazioni—o sarebbe meglio dire “blocchi abitativi ecocompatibili”—che compongono Contra’ Leopardi: l’avveniristico progetto dell’architetto Toti Semerano, realizzato con lo scopo di creare “uno ‘spazio educativo’ che faciliti le relazioni umane”.

Situata nei pressi di Treviso, a Olmi di San Biagio di Callalta, Contra’ Leopardi è abitata da circa trenta famiglie che hanno scelto di “bandire” la circolazione delle macchine per fare in modo che i bambini possano crescere giocando per strada, come succedeva una volta. Insomma, si tratta di un’ottima scelta per evitare che i propri figli stiano troppo tempo davanti a tv, computer e console varia.

Per quanto possa sembrare isolato e minimale, però, il borgo è dotato in realtà di ogni comfort: ogni abitazione infatti è provvista di sistemi di isolamento termico e sonoro di ultima generazione, pannelli solari, un efficiente impianto di sorveglianza, un ampio cortile privato o un terrazzo che affaccia sui numerosi angoli pieni di alberi e verde. Inoltre, ci sono anche i posti auto, ma sono ubicati in un’area esterna a quella abitativa.

“Le situazioni abitative così come proposte attualmente, da iniziative pubbliche o private, sembrano trascurare un aspetto essenziale: il tessuto urbano che ne risulta”, scrive l’architetto Semerano sul sito di Contra’ Leopardi. “Rispetto alla ricchezza di soluzioni, articolazioni e sorprese che qualunque centro storico rivela, esse presentano una successione di edifici, per lo più anonimi, collegati da strade; la funzione principale sembra essere quella automobilistica: arrivare, parcheggiare, ripartire”.

“Obiettivo invece di questo progetto è recuperare in termini ‘contemporanei’ l’esperienza dei borghi antichi, come la nostra tradizione ci ha tramandato, con l’attenzione rivolta alla ricchezza di soluzioni come antidoto alla banalità ripetitiva di tante soluzioni attuali”.

Difatti lo scopo educativo dell’intero progetto non è rivolto soltanto ai più piccoli, ma anche agli adulti che devono imparare di nuovo a rallentare i loro ritmi e a fermarsi a fare due chiacchiere col vicino—cose di cui ci dimentichiamo sempre più spesso.

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