Questo emozionante corto d'animazione mostra quanto diventare grandi ci renda tutti più uguali e meno felici

Questo emozionante corto d'animazione mostra quanto diventare grandi ci renda tutti più uguali e meno felici

Tutti i bambini hanno dentro di loro talenti enormi. Nell’età dell’innocenza, lontani dalle imposizioni e dalle aspettative della società, si possono esprimere nella completa libertà. Quando poi si inizia a frequentare la scuola e si comincia quel lunghissimo percorso educativo, si impara a fare i conti con l’impegno e le responsabilità. E si perde qualcosa.

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Se da una parte la scuola è necessaria per la formazione di ogni individuo, dall’altra rischia di appiattire la creatività, per livellarci su parametri condivisi. Forse ti ricorderai di questa bellissima conferenza di TED tenuta dall’insegnante Ken Robinson. Uno dei grandi problemi della scuola, secondo Ken, è il sistema gerarchico delle materie. Per andare bene e per apparire “un bambino studioso che avrà un futuro” bisogna studiare matematica e la grammatica ad esempio. Questo vale per tutti. Nella scala di importanza le materie artistiche si trovano in fondo. Nonostante siano quelle che nel primo periodo della nostra vita tendiamo a sentire più vicine.

Oggi vogliamo parlarti di “Alike”, un cortometraggio d’animazione in stile Pixar, scritto e diretto da Daniel Martínez Lara e Rafa Cano Méndez. Il video è senza dialoghi, ma lo accompagna una musica molto espressiva. La bellezza di questa breve opera (dura appena 7 minuti) è mostrare con poesia e sensibilità il passaggio più delicato della nostra crescita.

Quel momento, assai diffuso, in cui siamo costretti (dalla società, dalle convenzioni, dal lavoro, dalle responsabilità) ad abbandonare le nostre passioni e annientare la nostra creatività. Il momento in cui diventiamo grandi, tutti più uguali e un po’ meno felici.

Nel corto il mondo degli adulti è schematico, grigio. E ogni giorno che passa si tende a perdere colore. La figlia piccola è una delle poche che crede ancora all’arte, alla vitalità. Il suo colore arancione lo testimonia. Ma a contatto con questo mondo cupo è difficile non omologarsi. Ma il corto, nel finale, riesce a sorprendere e commuovere. A quel punto possiamo togliere gli occhi dallo schermo e puntarli sulla nostra vita.

Immagine di copertina