Che cos'è e come funziona la meditazione trascendentale

Che cos'è e come funziona la meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale mi ha dato la forza di reagire a Hollywood. Lo stress si azzera, l’intuito si amplifica e ti senti in pace con te stesso.

Così ha raccontato David Lynch, in un’intervista a Giuseppe Videtti per La Repubblica, la sua passione decennale per la meditazione trascendentale. Lynch è stato uno dei primi ad avvicinarsi a questa tecnica, più di quarant’anni fa.

Il suo esempio ha spinto, negli anni duemila, sempre più personalità di Hollywood ad avvicinarsi alla meditazione trascendentale. Oggi tra chi ne trae benefici ci sono Nicole Kidman, Naomi Watts, Jim Carrey, Clint Eastwood, Martin Scorsese.

Lynch, dal 2005, ha fondato la David Lynch Foundation, che si occupa di diffondere la meditazione trascendentale nelle scuole e offre sostegno finanziario per insegnare la tecnica a coloro che ne hanno più bisogno.

Chi crede che sia soltanto una pratica da divi si sbaglia. Nel mondo, sono milioni le persone che si sono avvicinate alla meditazione trascendentale. Conosciamola più da vicino.

Il guru della meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale nasce, come pratica, in India grazie all’intuito di Mahesh Prasad Varma (1918-2008), diventato poi Maharishi “grande veggente”. Le prime sessioni di insegnamento in India riscossero grande successo. In Occidente arriverà all’inizio degli anni sessanta, diffondendosi intensamente nel decennio successivo.

Una delle fortune di Mahesh è stata anche quella di incontrare e di ospitare nella loro parentesi indiana i Beatles. Saranno loro a diffondere la moda di questa meditazione.

Il perché di tanta fortuna sembra essere un mix di tanti fattori. Prima di tutto, la pratica della meditazione trascendentale non ha connotazioni religiose, e la possono praticare tutti. Dai mussulmani agli atei.

Alla base c’è il vecchio e caro adagio: “conosci te stesso”. Per farlo, in questo caso, bisogna rivolgere la propria attenzione verso l’interno. Raggiungere uno stato di puro essere, evitando distrazioni, pensieri, entrando in uno stato diverso da quello del sonno, del sogno e della veglia. Quello che Maharishi chiamava “il quarto stato di coscienza“, e alcuni ricercatori di Harvard che l’hanno studio negli anni ’70 hanno definito “stato di veglia ipometabolico”.

Come si pratica la meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale viene rivelata attraverso l’insegnamento, orale e individuale. Il corso dura alcuni giorni. La meditazione si pratica due volte al giorno per venti minuti. Stando seduti con gli occhi chiusi e utilizzando come strumento un suono, un mantra indicato dall’insegnante, che aiuta a trascendere. La semplicità è un altro fattore del suo successo.

“Rispetto alle altre forme di meditazione”, scrive Stefano Dalla Casa:

è relativamente semplice. […] Secondo i sostenitori della meditazione trascendentale il mantra deve però essere assegnato da un insegnante autorizzato durante appositi corsi certificati da una delle organizzazioni riconosciute del movimento.

Come ha spiegato David Lynch: “La meditazione non rallenta il processo creativo, anzi ti rende più concentrato, motivato, dinamico”. Così come per le altre meditazioni, non è un atto passivo, ma attivo. La meditazione trascendentale libererebbe la mente dallo stress (e di conseguenza ne gioverebbe anche il lavoro di tutti i giorni) aumentando la nostra capacità di intuizione e di cogliere il momento fertile, creativo. Lo stesso Lynch afferma di aver tratto molti benefici artistici da questa tecnica. I suoi fan credono che abbia imparato, attraverso la meditazione, a controllare il suo “lato oscuro”. Così ha risposto:

Nella vita tutti aneliamo alla felicità, ma nell’arte c’è anche bisogno di esprimere paura e tormento. Non devi soffrire per raccontare la sofferenza, devi solo comprenderla; si può essere felici raccontando una dark story.

Le controversie legate alla meditazione trascendentale

Una meditazione praticata seriamente, ha spiegato il professore del dipartimento di psicologia della Sapienza Antonino Raffone a Wired, “dal punto di vista delle neuroscienze determina la riorganizzazione dei network cerebrali, rendendoli più capaci di funzionare in modo adattivo, donando resilienza emotiva e flessibilità cognitiva”.

Questa riprogrammazione mentale potrebbe però avere effetti collaterali, come depressione, perdita di sonno, di concentrazione, e allucinazioni:

Durante questo processo si attraversa una fase di instabilità dei network, che potrebbe spiegare le sintomatologie emerse.

Per ora gli aspetti positivi riscontrati dagli studi scientifici sono lievi. Si parla di alleggerimento di stati di ansia, di depressione. Per altre condizioni non sembrano esserci dati sufficienti e adeguati.

Nel caso della meditazione trascendentale, “quasi tutti gli studi”, continua Dalla Casa:

E quasi tutti positivi, sono prodotti da seguaci del movimento, il più delle volte direttamente affiliati alla Maharishi University of Management, istituto di istruzione superiore fondato proprio dal guru per diffondere il suo messaggio.

Oltre alla mancanza di studi autorevoli, tra i punti più controversi della pratica c’è quello riguardante il costo. In seguito al boom della sua diffusione negli anni ’90 i prezzi per le lezioni si alzarono tantissimo. In Italia oggi i costi si sono ridotti, ma non mancano situazioni spiacevoli, come ad esempio scuole di meditazione trascendentale che offrono lezioni molto care. È sempre meglio chiedere, prima di partecipare, un preventivo. Oltre che affidarsi a scuole di meditazione trascendentale riconosciute.

Se sei interessato a seguire i corsi di meditazione trascendentale trovi tutte le informazioni su costi e centri più vicini a casa tua su questo sito completo e approfondito.

Immagine di copertina