Dieci motivi per cui ci piace rileggere i nostri libri preferiti

Dieci motivi per cui ci piace rileggere i nostri libri preferiti

Esistono certi rituali che ci accompagnano per tutta la vita. Il caffè la mattina, le bevande gassate il sabato sera, leggere qualche pagina di un libro prima di andare a dormire. Ovviamente, si parla di gesti molto personali e personalizzati che possono riverberarsi alle volte nella necessità di affidarsi a qualcosa di estremamente familiare.

Uno dei bisogni più comuni è rileggere un libro che ci ha colpito molto. Capita anche coi film e le serie tv, solamente che in questo caso le motivazioni e le conseguenze possono assumere venature diverse. Ecco, quindi, un elenco di motivazioni proposto dal sito Bustle.com.

Antidoto alla nostalgia

Quando sei lontano da casa o ti balenano in testa dei ricordi che non vogliono abbandonarti, affidarti al tuo libro preferito può essere la soluzione. Potresti leggere direttamente il passo che hai preferito e segnato con qualche stratagemma personale, e accompagnarlo con una buona tazza di tè.

Ti fa sentire al sicuro

Hai presente quando sai che uscendo con gli amici di una vita non avrai bisogno di soppesare le parole? Il tuo libro preferito è come un amico d’infanzia, sai già cosa aspettarti: cose che ti piacciono già.

Ogni lettura è una nuova esperienza

Forse è il punto più delicato. Riaprire le pagine di un libro che pensavi di amare, potrebbe confermare le tue sensazioni originarie o aprirti a una nuova prospettiva. Ma non sul libro, proprio su te stesso.

Sta per uscire la trasposizione cinematografica

Quando un libro diventa un best seller a livello globale è quasi automatico che un regista voglia portarlo sul grande schermo. Per essere preparati alla visione del film, carpirne similitudini e differenze col libro, viene quasi automatico ripescarlo dallo scaffale.

Rileggere aiuta a stabilizzare il tuo umore

Sei arrabbiato? Triste? Confuso? Affidati al tuo libro preferito per ricordare i tuoi punti fermi nella vita. Una giornataccia capita a tutti.

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L’autore non scrive più nulla

Questa è sicuramente una delle questioni più pratiche. Se ti piacciono i libri con un linguaggio desueto e arzigogolato, probabilmente il tuo autore preferito è di un’altra epoca. Oppure, l’autore in questione ha semplicemente smesso di produrre—una scelta alle volte molto saggia e coraggiosa.

Esce il nuovo libro della saga

Elena Ferrante, J. K. Rowling, George R. R. Martin. Tre nomi che esemplificano bene il concetto. Rispolverare il libro precedente, per comprendere meglio il nuovo.

La saga è terminata

A proposito di J. K. Rowling, qualche tempo fa ogni giornale ha riportato una sua affermazione: “Con Harry abbiamo chiuso”. In casi del genere non si può far altro che ricominciare la saga dal primo libro.

C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire

La comprensione è legata sempre al nostro grado di concentrazione e interesse. Può capitare di rileggere passi o frasi che la prima volta non ti avevano detto nulla e che adesso invece ti spiazzano, perché li colleghi direttamente alla tua esperienza personale.

Può sbloccare il “blocco del lettore”

Se sei uno di quei lettori che accantona i libri che non lo appassionano, potresti passare periodi in cui cerchi inconsciamente di evitare a leggere un nuovo libro per non incappare nell’ennesima delusione. I libri sono un po’ come le relazioni amicali: essere compatibili è questione di empatia.

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