Il documentario che mostra gli effetti del cambiamento climatico sulla barriera corallina

Il documentario che mostra gli effetti del cambiamento climatico sulla barriera corallina

“Subacquei, scienziati e fotografi di tutto il mondo organizzano un’imponente campagna sottomarina per documentare la scomparsa delle barriere coralline.” È questa la descrizione annessa a Chasing Coral, il documentario di Netflix, diretto da Jeff Orlowski, che ha come obiettivo quello di informare lo spettatore su come i cambiamenti climatici negli ultimi decenni abbiano intaccato le tipiche formazioni di mari e oceani tropicali: i coralli.

Risultato di tre anni di riprese per un totale di oltre cinquecento ore di girato (sintetizzate in appena 90 minuti), il documentario si pone come una vetrina sulla Grande barriera corallina delle coste australiane e soprattutto dei danni che ha subito.

Si parte con la spiegazione su cosa siano davvero i coralli: veri e propri animali complessi. “Un singolo corallo è composto da migliaia di piccole strutture chiamate polipi”, spiega la biologa Ruth Gates nel documentario. “Ogni polipo ha una bocca circolare circondata da tentacoli che possono aggregarsi insieme a milioni in un solo corallo”.

La questione fondamentale, però, ruota sul fatto che i coralli giochino un ruolo imprescindibile per l’ecosistema marino grazie allo stretto legame simbiotico che intercorre con esso.

Per esemplificare il concetto, lo studioso Zack Rago ricorda il rapporto tra pesci pagliaccio e anemoni, ovvero “due organismi diversi che si adattano l’uno all’altro per reciproco beneficio e che collaborano insieme”. Mentre l’anemone funge da riparo per i pesci teleostei, quest’ultimi ricambiano il favore procurandogli del cibo.

Il problema reale è che tutto questo, però, potrebbe venir meno in pochissimo tempo: negli ultimi 30 anni, infatti, la metà dei coralli di tutto il mondo è andata perduta, tramite il fenomeno dello sbiancamento. Quando un corallo perde gradualmente il suo colore significa che è ammalato e che potrebbe morire di lì a poco. A studiare questo fenomeno per primo è stato il professore australiano Ove Hoegh-Guldberg che nel documentario racconta di come per anni sia stato inascoltato.

Se vuoi fare qualcosa per sensibilizzare anche “il tuo vicino”, sul sito di Chasing Coral trovi alcuni suggerimenti, tra cui condividere sui tuoi profili social il trailer del documentario. Ma i consigli più utili sono sicuramente quelli che ricordano di seguire semplici regole nel quotidiano per condurre uno stile di vita sostenibile.

Immagini | Copertina