Da Fast&Furious 7 a Il Corvo: quando muore l'attore e si continua a girare

Da Fast&Furious 7 a Il Corvo: quando muore l'attore e si continua a girare

A detta di chi ha visto l’attesissimo Fast&Furious 7, l’ultimo film girato da Paul Walker, preparati a un finale strappalacrime. Dopo esserti mantenuto ai braccioli tra effetti speciali da capogiro, macchine volanti e adrenalina pura dalle tower di Abu Dhabi, il finale con un tributo a Paul Walker e alla sua amicizia fraterna con Vin Diesel, ti farà uscire dal cinema con i lacrimoni. L’attore è scomparso nel novembre 2013, schiantandosi con la sua auto sportiva a Valencia. Incredibile e tragico scherzo del destino.

Ma cosa fa Hollywood quando perde alcuni dei suoi attori più promettenti, magari mentre stanno girando un film costato milioni di dollari? Può apparire cinico, parlare di lavoro quando c’è di mezzo la vita spezzata di una persona (spesso giovanissima), ma è anche vero che ci sono centinaia di persone dietro ad alcune produzioni cinematografiche e questo significa tanti posti di lavoro e altrettante vite (e famiglie) legate a quel film, altrettanto importanti. Oltre a questo, ci sono accordi tra major che neanche la morte, come riporta Wired in un suo articolo, riesce a intaccare: sanzioni, in caso di recesso anticipato di contratto, assicurazioni per gli investitori e i produttori.

E la questione è tutta qui: quanto sono diventati per certi aspetti “senza regole” i contratti cinematografici e quanto la major che firma il contratto con l’attore, sia interessata più alla sua immagine, piuttosto che alle sue qualità attoriali. È successo con Paul Walker, ma anche con Brandon Lee nel Corvo: la sua immagine, precedentemente digitalizzata, permise dopo la scomparsa di terminare le riprese del film.

Stessa cosa successe con la scomparsa di Philip Seymour Hoffman. La produzione dello young adult Hunger Games, tra computer grafica e sceneggiatura riscritta, dovette destreggiarsi per eliminare la presenza del personaggio.

Insomma, nel bene e nel male purché si finisca di girare e non importa se l’attore sia uno stuntman o un’immagine fatta al computer. Il telespettatore rimane lì ignaro di fronte allo schermo, lui stesso forse preso in giro mentre piange e si commuove davanti a quello che pensa sia il suo attore preferito e, invece, è solo un insieme di pixel.