Finanza e cucina al Salone del Risparmio

Finanza e cucina al Salone del Risparmio

La finanza e la cucina sono più vicine di quanto possa sembrare. Se venite coinvolti direttamente nella scelta degli investimenti, è possibile che le banche o i fondi che vi hanno fatto queste proposte si siano ispirati anche ai grandi chef.

A proporre questo accostamento, durante il Salone del Risparmio 2014 all’ Università Bocconi di Milano, sono stati la superstar dei fornelli Davide Oldani, il responsabile azionario globale della società britannica di asset investment Threadneedle Investments, William Davies, e il docente di strategia di imprese alla Sda Bocconi, Carlo Alberto Carnevale-Maffè.

Il parallelo proposto è questo: per scegliere bene chi sceglie al posto nostro in ambito finanziario, dobbiamo trovare nel gestore con cui ci relazioniamo le stesse caratteristiche dei cuochi che stanno rivoluzionando il mondo del food a livello globale. Quali?

Al primo posto ci sono l’ ospitalità e la condivisione delle scelte. “Quando ho lanciato il mio ristorante D’O dieci anni e mezzo fa ho deciso di puntare su una cucina ‘pop’ che doveva avere questi elementi: accessibilità, predisposizione a raccontare i piatti in modo chiaro, far sentire il cliente come un ospite e fargli capire cosa andiamo a fare”, racconta Oldani.

Allo stesso modo, in ambito finanziario, i clienti di una investment house devono diventare “ partner, persone che sappiano in ogni momento cosa facciamo quando investiamo”, dice Davies. Gli fa eco Carnevale-Maffè: “Quando si educa l’investitore e gli si fa capire le scelte in un’ottica di co-investimento, gli si dà una rendita nel tempo, e non un rendimento isolato ed episodico”.

Un’altra analogia individuata è quella dei tavoli. Se è vero, come afferma lo chef, che “il momento fondamentale in un ristorante è quando si è a tavola”, allo stesso modo, l’investitore può avere più fiducia verso il soggetto che gli propone l’investimento se quest’ultimo gli fa sapere chi sono i “commensali”, ovvero gli altri che hanno deciso di indirizzare i propri risparmi verso il medesimo titolo.

A dimostrazione che il mondo della finanza si lascia ispirare dalle strategie dell’alta cucina c’è anche una tendenza a considerare il “ contenuto” e i “ produttori di contenuto” (al pari dei grandi cuochi) come un punto di riferimento nelle scelte. In altre parole, le imprese che producono contenuti di qualità e che fanno più innovazione – come per esempio le imprese attive nel mondo dei media, dei social network e dell’hi tech – vengono considerate, come sostiene il manager di Threadneedle Investments, quelle più profittevoli e “che trarranno più vantaggio nel futuro”. Stando alle previsioni, quindi, nei “menu” delle grandi banche e società di investimento troveremo sempre più contenuti. Benvenuti nella finanza per buongustai.