La foresta egiziana che cresce grazie alla purificazione delle acque reflue

La foresta egiziana che cresce grazie alla purificazione delle acque reflue

La desertificazione è un problema molto noto in certe zone del continente africano, soprattutto durante i periodi in cui le precipitazioni sono scarse o quasi inesistenti. Per trovare una soluzione concreta che ridimensioni l’avanzare del deserto, un gruppo di ricercatori egiziani e tedeschi ha avuto un’idea geniale per ottimizzare le poche risorse presenti nel territorio: l’utilizzo—o meglio il riutilizzo—delle acque reflue.

L’acqua è definita reflua quando a causa dell’uso domestico, industriale o agricolo, non è più utilizzabile. Di solito, perché è entrata ormai in contatto con sostanze organiche o inorganiche pericolose per la salute. Per renderla, quindi, di nuovo utilizzabile i ricercatori hanno messo a punto un sofisticato sistema di depurazione che ha permesso di dar vita a una foresta di ben 240 ettari. Tutto questo dove? Giusto a due ore di macchina da Il Cairo, la capitale d’Egitto.

La foresta che è nata grazie a questo progetto si chiama Serapium Forest e si mantiene grazie a un sistema ramificato di irrigazione che arriva alle diverse specie di piante e alberi piantate dall’uomo. Ovviamente, nonostante abbia attraversato un impianto di depurazione, è assolutamente vietato bere l’acqua filtrata, che però assurge totalmente al compito per cui è stata pensata dai ricercatori.

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Inoltre, studiando ed esaminando la flora innestata nel territorio, i ricercatori hanno potuto notare che grazie all’intensa luce solare e alle sostanze nutritive presenti nell’acqua e nel terreno, le stesse specie di piante crescono con una velocità quattro volte maggiore rispetto alle cugine tedesche.

Il progetto va avanti dagli anni Novanta e si espande di ettaro in ettaro. Un piccolo esempio di come può essere combattuta la desertificazione riutilizzando risorse che si pensavano ormai dismesse.

Immagini via Flickr e Youtube