Qual è il futuro della moneta virtuale?

Qual è il futuro della moneta virtuale?

Per molti osservatori ed economisti, il 2014 sarà l’anno definitivo in cui il Bitcoin, la moneta virtuale (o cryptocurrency) si imporrà sui mercati finanziari. Se porterà o meno a una bolla speculativa e a una conseguente perdita di valore, è difficile da prevedere. Fatto sta che la moneta elettronica viene accettata per i pagamenti da sempre più siti di e-commerce e istituzioni e le sue quotazioni, nonostante un dicembre 2013 altalenante, sono tornate a inizio gennaio intorno ai mille dollari sul Mt.Gox, una delle tante piattaforme online in cui questa moneta viene scambiata.

Ma cos’è Bitcoin e come funziona? La valuta virtuale è stata introdotta nel 2009 da un anonimo giapponese conosciuto con il nome, inventato, di Satoshi Nakamoto. Si basa su transazioni criptate e anonime che vengono aggiornate in tempo reale su un registro aperto e pubblico (il Bitcoin protocol). Il valore dei Bitcoin non può essere controllato da nessuno in quanto la valuta virtuale non è gestita da nessuna banca centrale bensì da un network decentralizzato. In più, la quantità di moneta in circolazione è limitata a priori ed è nota in anticipo a tutti i suoi utenti.

Gli utilizzatori possono scambiarsi le monete virtuali oppure adoperarle per fare acquisti sui siti che accettano i Bitcoin come strumento di pagamento. Per esempio, su Amazon ed eBay, attraverso alcuni intermediari , si possono fare transazioni in Bitcoin.

Per acquistare la cripto moneta ci sono diversi metodi. Uno, molto complesso, è il “mining”, che consiste nell’estrarre monete digitali dal network di Bitcoin attraverso una gara: per farlo, servono esperti di informatica e software e hardware costosissimi sui cui si stanno concentrando ondate di investimenti da parte di chi scommette sulla moneta digitale. Oppure ci si può rivolgere alle piattaforme online, tra cui la già citata Mt. Gox (giapponese), la cinese Btc China e la tedesca BitStamp. Per accedere al servizio bisogna creare un account fornendo documenti di identità e prove di residenza (per esempio, una bolletta dell’elettricità) e, ovviamente, effettuando un bonifico verso la piattaforma.

Che futuro avrà la moneta virtuale? Se lo chiedono in molti. Per il momento, il valore del Bitcoin continua a crescere perché se ne parla sempre più spesso, il numero di spazi in cui è accettato aumenta e perché anche soggetti importanti, tra cui il Senato degli Stati Uniti, si sono espressi a favore della cryptocurrency affermandone la potenziale legittimità come strumento per effettuare transazioni.

D’altra parte, visto che il numero di investimenti in Bitcoin sta crescendo, soprattutto sulle piazze asiatiche (Cina e Giappone su tutte), c’è il rischio che si creino bolle speculative che facciano crollare da un momento all’altro il valore di questa moneta. Nonostante il rally continuo, non sono mancati infatti cali improvvisi nelle quotazioni della criptomoneta.

Non si può dire se Bitcoin sarà la moneta del futuro. C’è però chi giura che il futuro sarà senza moneta contante. Come il noto sociologo americano Jeremy Rifkin, che durante l’incontro dello scorso 8 novembre “No Cash Society”, organizzato da Hello bank!, ha sostenuto che siamo vicini a una società in cui non si utilizzerà il cash. “La valuta elettronica si tiene al passo con la rivoluzione del web e con l’affermazione dell’Internet delle cose”, ha detto lo studioso, sottolineando come la maggior parte della vita della persone sarà sempre più virtuale.

L’home banking e la possibilità di effettuare transazioni online con monete digitali fanno parte di questo cambiamento, che lui definisce “terza rivoluzione industriale”. Dobbiamo temere questo scenario? Tutt’altro. Secondo Rifkin, questo gigantesco Internet delle cose che prenderà vita “darà potere alle persone”.