Guidare 2.0

Guidare 2.0

Come cambierà il nostro modo di guidare e il nostro rapporto con le automobili grazie all’innovazione tecnologica? Ecco un racconto dalle connected car già in commercio ai progetti ancora in cantiere.

Siamo abituati a pensare alle automobili come a oggetti meccanici. Invece, grazie alle innovazioni tecnologiche, le nostre vetture diventeranno sempre più apparecchi elettronici interconnessi in Rete con altri dispositivi: il nostro modo di guidare è destinato a cambiare per sempre. Questa rivoluzione, appena cominciata, tende alle connected car (“automobili connesse”). Si tratta di veicoli dotati di connessione diretta al web che possono fornire al guidatore e ai passeggeri una serie di informazioni e di servizi particolari attraverso uno specifico terminale. L’auto insomma diventa una sorta di smartphone su quattro ruote.

Il dispositivo in cui sono concentrati i dati e i servizi aggiuntivi è il computer di bordo, che nel giro di pochi anni smetterà di essere soltanto una piattaforma per controllare i sistemi elettronici della vettura. Nelle connected car, integrate con device smartphone grazie alle tecnologie mobile Sim, è possibile (e lo sarà sempre di più) personalizzare la vettura e fruire di servizi riguardanti sicurezza dell’automobile, diagnostica dei problemi, infotainment, comunicazione, navigazione e traffico. Per rendere efficace e stabile la trasmissione dei dati, le auto di nuova generazione fanno sempre più affidamento sulla copertura delle reti Lte, le reti che consentono l’utilizzo della banda larghissima in mobilità.

Secondo uno studio realizzato per conto di Gsma, l’associazione internazionale degli operatori di telefonia mobile Gsm, nel 2025 quasi tutti i nuovi veicoli saranno connessi alla rete grazie alla tecnologia mobile. E si prevede che già nel 2018 ci saranno nel mondo più di 100 milioni di autovetture evolute: il 35% di queste saranno equipaggiate con tecnologia mobile integrata, il 18% darà la possibilità di integrarsi con i device smartphone e il 9% permetterà il tethering, ovvero l’accesso alla Rete attraverso l’utilizzo di un telefono cellulare sfruttando una connessione wireless o Usb.

Un elemento che agevolerà la diffusione delle vetture interconnesse sarà, secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, l’introduzione obbligatoria in tutti i nuovi modelli (compresi quelli più economici) dall’ottobre 2015 di eCall, un sistema per fare chiamate d’emergenza in caso di incidente.

Ma vediamo più nello specifico quali sono i servizi tecnologici di cui si potrà fruire sempre di più a bordo di quella casa/ufficio mobile che è una connected car. Partiamo da quelli cosiddetti di infotainment, ovvero informazione e intrattenimento: chi guida un’auto connessa può accedere in banda larga mobile a motori di ricerca, Google Earth, notizie di vario tipo, social network, musica e video in streaming e informazioni sul meteo. Automobile e smartphone potranno essere sempre di più sincronizzati, soprattutto tramite tecnologia Nfc (Near Field Communications), e le applicazioni che si potranno scaricare per l’una varranno anche per l’altro e viceversa.

Altre funzioni importanti delle connected car sono legate ovviamente alla navigazione. Il fatto che il navigatore sia sincronizzato con lo smartphone è garanzia di aggiornamento tempestivo e di informazioni molto dettagliate sul traffico. È la macchina a dirci come evitare il traffico o le interruzioni e raggiungere nel minor tempo possibile le nostre destinazioni. App specifiche consentono invece di trovare il parcheggio più vicino e di condurci lì nel più breve tempo possibile. Per risparmiare denaro, oltre che tempo, il computer di bordo di una connected car è in grado poi di informare il conducente in tempo reale sui costi dei carburanti e sulle offerte lungo il percorso.

Un ulteriore vantaggio risiede nella possibilità di diagnosticare in tempo reale i problemi della vettura e di ricevere interventi di manutenzione a distanza. Essendo costantemente in Rete, una macchina connessa può dialogare, oltre che con gli smartphone, con la casa madre, la quale a sua volta può ricevere e monitorare i dati dell’automobile: un sistema che permette di prevenire alcuni guasti e di effettuare alcune riparazioni online. I pezzi danneggiati, con questi sistemi, potranno essere riparati prima che la situazione diventi irrecuperabile.
Guardando al futuro il sogno e l’obiettivo sempre più concreto è l’auto che si guida da sola. Cominciando da sistemi che monitorano l’ambiente circostante per individuare i rischi potenziali si arriverà – e già esistono alcuni prototipi tra cui quello sviluppato da Google con Darpa – a veicoli potenzialmente in grado di muoversi senza conducente e di prevenire gli incidenti.

Si andrà verso un Internet delle cose esteso che coinvolgerà sempre di più anche le automobili. Così facendo, è quasi certo che nel futuro prossimo le auto resteranno il principale mezzo di trasporto.