Hunter Thompson: il fondatore del gonzo journalism

Hunter Thompson: il fondatore del gonzo journalism

Il giornalismo classico seguiva delle regole tecniche ben precise, insegnate in ogni scuola di scrittura. Una delle principali, prima dell’avvento del New Journalism, era quella di non usare mai la prima persona singolare. Per evitare di avvicinare troppo il tono dell’articolo a una visione soggettiva. Alla fine degli anni Sessanta, però, il giornalista americano Hunter Thompson si ribellò a questo comandamento.

Non solo. Insieme ad altri famosi giornalisti della sua generazione, come Lester Bangs e Gay Talese, sovvertì le classiche regole del giornalismo. Dando vita a nuovi modi di intendere il mondo dell’informazione. In particolare, Thompson diede vita al cosiddetto “gonzo journalism“. Una forma di racconto giornalistico in cui l’autore non osservava a distanza gli eventi, ma ci si calava dentro.

Chi è stato Hunter Thompson

Nato a Louisville, nel Kentucky, il 18 luglio 1937, Thompson cresce in una famiglia della classe media. La madre lavora come bibliotecaria. E trasmette al figlio la passione per la lettura. A soli 14 anni, però, Thompson deve affrontare la morte prematura del padre, e il successivo tracollo della madre.

Divenuta alcolista e instabile, la madre fatica a mantenere i suoi tre figli. Thompson in futuro ricorderà questo periodo come uno dei più brutti della propria vita. Durante l’ultimo anno del liceo, Hunter viene arrestato per concorso nel furto di un’auto. Il preside della sua scuola gli vieta di affrontare l’esame finale. Non risulta che Thompson si sia mai diplomato. In questo periodo, inoltre, inizia a fare uso di droghe.

Dopo le superiori presta servizio militare nell’aeronautica e decide di intraprendere la carriera di giornalista. Una volta ottenuto il congedo inizia a collaborare con un giornale locale di Jersey Shore, in Pennsylvania.

La carriera da giornalista

Dopo la gavetta in alcune riviste, alla fine degli anni Sessanta, Thompson inizia a scrivere per la rivista Rolling Stone. Per cui realizza diversi reportage. Mettendo a punto un suo personalissimo stile di scrittura, che lo rende una delle firme più apprezzate della testata.

Nel 1971 Thompson, insieme al suo avvocato, si reca a Las Vegas per seguire la Mint 400. Una famosa corsa automobilistica nel deserto. Il reportage, condito da droghe e esperienze psichedeliche, viene intitolato Paura e Disgusto a Las Vegas. Nel 1998 sarà la fonte di ispirazione di Terry Gilliam per il film Paura e Delirio a Las Vegas.

Altri lavori celebri di Thompson sono i reportage politici sulle campagne elettorali di Richard Nixon e del suo avversario nella corsa alla presidenza— il senatore democratico George McGovern—nel 1972. Con cui Thompson si mette in mostra, nonostante non provenga da quell’area giornalistica, come abile cronista politico.

In seguito torna ai reportage immersivi, realizzando un’apprezzatissima serie di articoli sulla sua esperienza con la gang di motociclisti Hell’s AngelsChe raccoglie poi in un libro interamente dedicato al fenomeno. Dopo una vita passata a realizzare grandi reportage di successo, sempre al limite dell’eccesso, Thompson muore a Woody Creek, in Colorado, il 20 febbraio 2005.

Il gonzo journalism

Quello che rendeva i reportage di Thompson irresistibili era il suo stile di scrittura e di approccio alla storia che doveva raccontare. Hunter si immergeva totalmente nella storia che stava raccontando, cercando di vivere in prima persona le esperienze che stava studiando. E spesso questo lo metteva in situazioni estremamente insolite e interessanti, che poi era molto abile a raccontare con il suo irresistibile senso dell’umorismo.

Il termine che lo descrive, “gonzo”, deriva da una espressione introdotta da Bill Cardoso, giornalista del Boston Globe, parlando dello stile di Thompson. Secondo Cardoso, nelle comunità irlandesi di Boston, il termine gonzo indicava l’ultimo uomo ancora in piedi dopo una sessione senza soste di bevute fra amici.

Il che, anche se in modo grottesco, spiega bene cosa significasse il reportage per Thompson. Per raccontare bene una storia, ci si doveva confrontare fino in fondo con essa. Non si poteva rimanere neutri, e limitarsi a descrivere quello che si vedeva.

Oltre a questo, poi, Thompson ne faceva una questione quasi etica. Parlando del giornalismo politico sosteneva che non prendere posizione e realizzare dei resoconti permetteva ai politici di manipolare le informazioni.

Il giornalismo oggettivo è una delle ragioni principali per cui ai politici americani è stato permesso di essere tanto corrotti e tanto a lungo. Non si può essere oggettivi su Nixon.

Consigli di lettura

Per avvicinarti allo stile di Hunter Thompson, ti consigliamo di leggere i suoi due reportage più famosi: Paura e Disgusto a Las Vegas ed Hell’s Angels

Immagini: Copertina