L'intelligenza artificiale non è più fantascienza

L'intelligenza artificiale non è più fantascienza

Per tanti anni la nostra conoscenza sull’intelligenza artificiale si fermava davanti a uno schermo. I robot programmati per pensare, prendere decisioni autonomamente, comportarsi come veri esseri umani sono stati allo stesso livello di credibilità di alieni o zombie.

Convinti che siano soltanto i protagonisti di film e letteratura di fantascienza, forse non ti sei accorto che il futuro prossimo immaginato da tutte queste opere è arrivato.

I progressi negli studi sull’intelligenza artificiale non hanno lo spazio sui giornali che meriterebbero, e ti stupirai nel vedere a che punto è arrivata la tecnologia robotica.

L’Huffington Post ha riassunto i motivi per cui dovresti iniziare a prendere seriamente l’intelligenza artificiale.

Ci somigliano

Geminoid F, è un robot creato da Hiroshi Ishiguro con l’intento di testare su un’intelligenza artificiale varie espressioni facciali. L’opera di Hiroshi è spaventosa: Geminoid può sorridere, parlare, cantare ed è in grado di fare 65 espressioni diverse con il viso. L’intento è sicuramente riuscito.

Svolgono calcoli disumani

Raymond Kurzweil è un saggista statunitense che per anni si è occupato di intelligenza artificiale, per la precisione dell’abilità di un computer di svolgere calcoli. Secondo quanto studiato da Ray il cervello umano riesce a svolgere 10 alla sedicesima calcoli al secondo.

Il computer Tianhe-2, il più veloce calcolatore artificiale del mondo, progettato in Cina, ne riesce a fare 34 alla sedicesima.

Hanno un’intelligenza elastica

Se da una parte l’intelligenza artificiale ha raggiunto una velocità di calcolo disumana, dall’altra deve fare i conti con comportamenti e attività che agli umani vengono naturali mentre per i robot risultano molto complicati. I robot oggi si sono talmente umanizzati che riescono a capire quando è il momento di saltare un ostacolo o salire le scale.

“Assumeranno il potere sull’intera razza umana”

“L’intelligenza artificiale finirà per svilupparsi da sola e crescere a un ritmo sempre maggiore; gli esseri umani, limitati dalla lentezza dell’evoluzione biologica, non potranno competere con le macchine e un giorno verranno soppiantati. Il rischio è che prendano il potere.”

Questa frase non è una citazione presa da un libro o da un film di fantascienza ma da Stephen Hawking, il più grande scienziato vivente.

Lui e altri colleghi hanno deciso di redigere e firmare una lettera aperta sul sito Future of Life, per raccomandare il corretto uso dell’intelligenza artificiale: “È importante che venga analizzato il modo in cui possiamo trarne beneficio, evitandone al tempo stesso le potenziali insidie. Tutto quello che abbiamo oggi è il risultato dell’intelligenza umana; non possiamo prevedere cosa accadrà quando l’intelligenza umana sarà moltiplicata alla massima potenza da quella artificiale”.

Immagine via Flickr