La città intelligente

La città intelligente

Il parcheggio che ci avvisa se c’è uno spazio libero mentre stiamo arrivando, i lampioni che si accendono e spengono in base alle persone in transito ai loro piedi e i mezzi pubblici che misurano la qualità dell’aria ed elaborano i dati. Sono solo tre esempi di altrettante caratteristiche che possono rendere una città intelligente.

Smart city, nello specifico, è il termine con cui viene definito lo sviluppo dei centri urbani in un’ottica di sempre maggiore efficienza e ottimizzazione.
Si tratta di una rivoluzione già in atto che ha nei sensori i suoi protagonisti principali. Applicati a qualsiasi tipo di oggetto, permettono allo stesso di dialogare con un sistema centrale e con altri oggetti simili o di altro genere, andando a guardare in direzione di quell’Internet of Things in cui ogni cosa sarà collegata al Web.

Basti pensare che secondo Ericsson entro il 2020 saranno 50 miliardi i device connessi. In tasca e in borsa abbiamo già i dispositivi che ci rendono parte attiva di questo contesto: i tablet e gli smartphone. L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha previsto per il prossimo anno il superamento del numero di abbonamenti mobili sottoscritti rispetto a quello delle persone presenti sulla Terra. Più di 7 miliardi di telefonini o tablet per individuo. Più di 7 miliardi di sensori che porteremo a spasso quotidianamente aprendoci al dialogo con il resto della città.

L’Italia dice la sua con 37 milioni di smartphone e 7,5 milioni di tablet che nel 2015 si candidano a diventare, rispettivamente, 50 e 15 milioni. E con i primi centri che iniziano a muoversi in direzione di una gestione intelligente.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Smart City dell’Anci il 79% delle città italiane ha già avviato un percorso di programmazione delle soluzioni innovative, partendo dal reperimento delle fonti di finanziamento. In ballo, a questo proposito, ci sono 650 milioni di euro messi sul piatto dal Governo (qui i primi progetti approvati).
Fra le realtà che si sono già distinte citiamo le tre premiate da Smau: i comuni di Varese, Treviso e L’Aquila.

La città lombarda ha dato la possibilità di pagare con la tecnologia Nfc associata agli smartphone in 150 esercizi commerciali e ha messo a disposizione l’applicazione mobile PULIamo per reperire informazioni sui servizi ambientali, come quelle sulla raccolta differenziata. Varese sta lavorando anche sul fronte sicurezza con il posizionamento di tecnologie apposite in un parcheggio sotterraneo a cui gli utenti potranno inviare una segnalazione via smartphone in caso di necessità andando ad allertare l’unità più vicina.
Treviso si è messa in luce con un sistema di gestione della sosta che permette di conoscere in tempo reale la disponibilità dei posti auto. La soluzione si chiama I-Park ed è caratterizzata dalla presenza di un sensore nel manto stradale che dialoga con un sistema centrale.
L’Aquila si è invece concentrata sulla ricostruzione con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

Fra i casi virtuosi vale la pena citare anche quello di Genova, con gli edifici intelligenti e gli interventi nella zona del porto, e, spostandosi verso il Sud, quello di Bari, che lavora sulla mobilità elettrica. A Torino, invece, le vecchie cabine telefoniche saranno trasformate in aree intelligenti alimentate da pannelli solari e all’interno delle quali fruire di una connessione alla Rete e di altri contenuti.