Il ragazzo che per pagarsi l'università ha vissuto in una tenda per dieci mesi

Il ragazzo che per pagarsi l'università ha vissuto in una tenda per dieci mesi

La vita degli studenti fuori sede è difficile e fatta di sacrifici. L’affitto e la retta universitaria sono spese ingestibili per alcuni, così un ragazzo canadese ha trovato un modo per risolvere almeno uno dei due problemi.

Evan Eames ha trascorso quasi un anno di studio accampato in una tenda pur di frequentare un master in astrofisica dell’Università di Manchester.

Vista l’impossibilità di sostenere altre spese oltre quelle universitarie (che ammontavano a circa 20 mila sterline), un giorno il ventiquattrenne nato a Montreal, in Canada, mette un annuncio su Reddit: “Non sarebbe bello poter dire ai vostri amici che avete un fisico canadese come nano da giardino?”

All’annuncio del ragazzo risponde Charley Mantack, una ragazza di Stockport. Gli cede volentieri il retro del giardino di casa in cambio di ripetizioni di matematica, fisica, informatica e francese.

“Ero alla ricerca di un coinquilino” ha detto Charley al giornale MEN, “ma quando ho visto che voleva stare in giardino mi è sembrata una cosa assurda. Ho pensato ‘ok proviamo, perché no’.”

Evan ha trascorso 10 mesi in giardino senza mai entrare in casa, se non ogni tanto per guardare la televisione. La padrona di casa gli offriva di dormire sul divano, specialmente durante le notti più fredde, ma lui rifiutava gentilmente. “Non mi sembrava giusto, dato che non pagavo l’affitto”.

E così per quasi un anno ha sopportato ogni tipo di clima e intemperie, dalla neve al vento forte, dalla pioggia al caldo torrido, tutto per studiare.

I mesi invernali, ha raccontato Evan, li ha trascorsi con due paia di pantaloni termici, un maglione, una tuta e una giacca.

Per lavarsi ha usato i servizi dell’Università, e al bagno ci andava soltanto due volte al giorno, appena uscito al mattino dalla tenda e subito prima di rientrarci nel pomeriggio.

C’è stato solo un momento in cui ha pensato seriamente di mollare. È il suo ricordo peggiore. Una sera, tornato a casa dopo una tempesta di neve, si accorge che il vento ha sradicato i picchetti della tenda, scoperchiandola da un lato. Ha freddo, è stanco e sistemare l’esterno della tenda è l’ultima cosa che vorrebbe fare. “Così l’ho lasciata in verticale e ho sistemato solo l’interno mentre fuori impazzava la bufera” ha raccontato Evan. “È stata l’unica volta in cui ho contemplato l’idea di lasciare la tenda”.

Ma insieme a questo episodio negativo ce n’è anche uno bello che ricorda con piacere. In una calda giornata di primavera appena prima che cominciasse a piovere entra nella sua “casa” per ripararsi.

“Mi sono sentito al caldo e al sicuro nel mio piccolo santuario. È stata una bellissima esperienza e rimarrà con me per sempre”.

Immagine via Facebook