Le regole da seguire per farsi ascoltare durante una conversazione

Le regole da seguire per farsi ascoltare durante una conversazione

È lo strumento che tutti suoniamo: la voce. Ma come tutti gli strumenti va imparato a suonarlo al meglio. Quando lo si riesce a controllare allora può diventare il suono più potente del mondo, può dichiarare una guerra o sussurrare a una persona cara “ti amo“. Spesso però lo diamo per scontato e pensiamo che non abbia poi tutta questa importanza e ci ritroviamo, magari durante una conversazione, a non riuscire ad invogliare le altre persone ad ascoltarci.

Julian Treasure è un voice coach che da anni ha studiato l’importanza del suono della voce soprattutto nel mondo lavorativo. È autore di libri e blog che riguardano questa speciale tecnica. Inoltre ha alle spalle anche una carriera come musicista. Insomma nessuno meglio di lui può dirci come usare la nostra voce.

In questa conferenza di TED, Julian illustra, prima di tutto, gli errori che spesso commettiamo durante una conversazione. Lui li chiama i “sette peccati dell’eloquio“. Spettegolare, giudicare, essere negativi, lamentarsi, scusarsi, esagerare ed essere dogmatici.

Questi “peccati” non ci permettono di avere il giusto spazio durante una conversazione, e ci fanno sprecare molte energie. Per combatterli, e rendere così il nostro modo di parlare più solido e potente, bisogna usare “i quattro pilastri della conversazione“. L’onestà, l’autenticità, l’integrità e l’amore.

Questi “pilastri” vogliono dire in sostanza: essere chiari e diretti, attenersi alla propria verità, identificarsi con le parole che si dicono e augurare il meglio alle persone.

Secondo Julian, tutti noi, abbiamo a disposizione una “cassetta degli attrezzi straordinaria” in cui ogni strumento è utilissimo. Bisogna però conoscerli tutti. E così Julian dimostra la loro efficacia usando la propria di voce. Spaziando dal registro al timbro senza dimenticare il più affascinante di tutta la “cassetta degli attrezzi”: la prosodia, la cantilena con la quale pronunciamo il discorso.

Alla fine della conferenza dobbiamo dargliene atto: l’abbiamo ascoltato rapiti e in silenzio dalla prima all’ultima parola.

Immagine via Flickr