Le superstizioni più strane del mondo

Le superstizioni più strane del mondo

In tutto il mondo l’uomo esprime le sue superstizioni con gesti scaramantici. Qualcuno lo starà facendo anche in questo preciso momento, magari stando attento a non passare sotto una scala aperta, qualcun altro a non aprire un ombrello in casa.

Alcune superstizioni sono condivise e altre, originali, appartengono a un paese o a una regione del mondo. Quasi sempre sono il risultato di una tradizione culturale antichissima, talmente antica che rintracciarne l’origine è molto difficile.

Il sito Atlas Obscura ne ha raccolte 150, tra le più strane e curiose del mondo, e ha creato una mappa interattiva che puoi trovare su questa pagina.

Ci sono le più famose, come “toccare il legno”, molto simile al nostro “toccare ferro”, uno scongiuro molto diffuso in Messico, Germania, Svizzera, Brasile, Irlanda, Stati Uniti, ecc.

Sia nella versione italiana (nella variante del ferro di cavallo) che in quella internazionale c’entra il Diavolo. Il legno, secondo la tradizione, sarebbe infatti un materiale che il Diavolo non può toccare, specialmente quello di quercia.

Ma ce ne sono molte altre assai curiose, come ad esempio il lasciare le ciabatte sottosopra, un cattivo auspicio in Siria, Egitto, Nepal e Brasile; in Ghana invece quando si sente uno strano prurito alle mani, bisogna prepararsi a ricevere qualche notizia economica (non per forza bella).

In Irlanda alzarsi dalla sedia facendola rovesciare per sbaglio sarebbe un brutto segno. In Spagna quando si trasloca sarebbe più conveniente buttare la vecchia scopa e sostituirla con una nuova. 

In Russia, invece, superstizione molto articolata, quando si passa sotto un ponte attraversato da un treno merci bisogna indossare un cappello e dire ad alta voce: “Treno merci, treno merci, portami qualche soldo“.

In Egitto non conviene mai lasciare le forbici aperte o tagliare a vuoto, porta molta sfortuna. E infine in India sarebbe meglio tenersi a debita distanza dal fico sacro la notte. È lì sotto che si danno appuntamento i fantasmi.

Immagine via Flickr