Un viaggio in Congo ha cambiato la vita di questo lottatore di MMA

Un viaggio in Congo ha cambiato la vita di questo lottatore di MMA

Justin Wren è un lottatore di MMA di 31 anni. Per un certo periodo della sua carriera, ha lasciato le Arti Marziali Miste, non per questioni sportive. Era un campione, ma infelice. Nonostante i suoi risultati sportivi ha vissuto per anni in compagnia dello spettro della depressione.

Nel punto più basso della sua vita, dopo un tentativo di suicidio, ha intrapreso un viaggio che l’ha portato fino in Congo.

Un giovane talento

Nato nel’87, Justin Wren muove i suoi primi passi, ai tempi del college, nella lotta. Si iscrive in palestra per un motivo semplice e doloroso. I compagni di scuola lo prendono in giro, perché è sovrappeso.

A 13 anni gli viene diagnosticata una depressione clinica. È quello l’inizio di un’altra battaglia contro una malattia logorante. Per fortuna la sua famiglia gli sta vicino. Sceglie di praticare la lotta greco-romana. Dopo un inizio difficoltoso, raccontato da lui stesso (“Il mio allenatore vide qualcosa in me e non smise di motivarmi”), vince i primi titoli nazionali. A 18 anni, il suo sogno: il debutto nella MMA, come atleta professionista. Il suo score al 2010 conta 10 vittorie su 12 incontri. La depressione, però, non gli dà tregua, ha 23 anni. Dopo una parentesi nera, con droghe e alcool, tenta il suicidio.

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Il viaggio in Congo

È il 2010, e Justin ha bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita. Si prende una pausa. Si decide a fare un viaggio in Congo. Conosce da vicino i Pigmei. Una tribù che viveva, allora e ancora oggi, una terribile mancanza di riconoscimento dei diritti territoriali. Quando Justin incontra da vicino i Pigmei si rende conto di avere davanti dei veri e propri schiavi.

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Non potevano possedere alcuna terra, ed erano pagati pochissimo. I loro capi gli davano volutamente poco da mangiare così che restassero affamati e bisognosi di lavorare ogni giorno.

Io che avevo sempre combattuto contro le persone, avrei voluto combattere per le persone.

I Pigmei del Congo

Gruppo etnico diffuso non soltanto in Congo ma anche in altre zone dell’Africa equatoriale, la loro sopravvivenza è messa in pericolo dall’impoverimento ambientale e dalla deforestazione. Tra le altre cause c’è quella di non riuscire a integrarsi alla società africana moderna. Uno dei motivi di questa difficoltà sta proprio nello sfruttamento lavorativo a cui sono sottoposti.

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Considerati alla stregua di animali, i Pigmei non vengono accettati dai medici e dagli ospedali e viene negata loro anche una basilare cura umana.

Secondo Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, finché questi diritti non verranno riconosciuti, gli stranieri e lo Stato potranno continuare ad appropriarsi della loro terra. In molti Stati africani viene negato loro anche lo status di “indigeni” con tutti i diritti associati.

Quelle comunità che hanno perso terre e mezzi di sostentamento tradizionali si ritrovano a occupare l’ultimo gradino della società civile, vittime di una radicata discriminazione che condiziona ogni aspetto delle loro vite.   

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La missione di Wren

Justin vuole aiutare la popolazione congolese degli Mbuti, che vivono nella foresta dell’Ituri. Ma sa che non può andare semplicemente dai loro padroni e dire loro di “lasciare libero quel popolo”. Bisognava trovare una soluzione che venisse incontro a entrambe le parti. Inizia allora a collaborare con l’associazione Water4 e fonda l’associazione benefica “Fight for the Forgotten”.

La sua associazione vuole aiutare la popolazione locale offrendo posti di lavoro. La manodopera è indispensabile per scavare pozzi in aree difficilmente accessibili.

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L’esperienza in Congo, l’aver visto con i propri occhi le difficoltà e i sacrifici di questa tribù nella quotidiana sopravvivenza, gli ha cambiato per sempre la vita. La prima esperienza è stata talmente folgorante che è rimasto per un anno nella foresta, abitando nelle loro capanne.

I soldi guadagnati dai suoi incontri (continua a combattere) li ha investiti per costruire le abitazioni ai suoi amici Pigmei e portare loro strumenti e medicinali per aiutarli nelle cure. Ha acquistato più di 3mila acri di terra e ha fatto scavare più di 25 pozzi. Oggi i suoi amici lo chiamano “Eféosa Mbuti MangBo”, “colui che ci ama”.

Da quel primo viaggio, di 8 anni fa, Wren ha condotto più spedizioni e iniziative benefiche con la sua associazione. Sulla sua pagina Facebook puoi trovare tutti i dettagli di questa bellissima storia.

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Immagine di copertina