Milano vuole rimborsare i lavoratori che scelgono la bicicletta invece della macchina

Milano vuole rimborsare i lavoratori che scelgono la bicicletta invece della macchina

L’inquinamento è un problema cui deve far fronte l’intero pianeta. Ognuno di noi può e deve fare il suo, anche perché in Italia la situazione non è certo delle più rosee. I dati relativi all’inquinamento sono allarmanti e non riguardano soltanto le grandi città, come Roma o Milano, ma anche realtà più piccole.

All’inizio di quest’anno, ad esempio, la città più inquinata d’Italia è stata Treviso. Le altissime concentrazioni di pm10 rendevano l’aria del comune veneto irrespirabile, con un valore medio di 182 microgrammi di polveri sottili per metro quadro d’aria.

Grazie alle piogge che sono seguite e ai provvedimenti comunali del blocco del traffico la situazione nei centri italiani più inquinati è leggermente migliorata, ma non abbastanza. È tempo ormai di pensare a un vero e proprio cambio di rotta. E seguire con più attenzione quello che succede in altri paesi.

Abbiamo letto, qualche mese fa, di un’iniziativa francese senza precedenti. Il governo ha messo a disposizione un finanziamento da 35 milioni di euro per un piano green e incentivare l’uso delle biciclette. Il piano prevede un rimborso di 25 centesimi a chilometro per ogni lavoratore che per raggiungere l’ufficio prende la bicicletta invece che l’automobile.

Notizia di qualche giorno fa è che anche Milano sarebbe interessata a ripetere la formula. Il progetto che sta mettendo a punto Palazzo Marino rientra in una riforma della mobilità sostenibile. Il piano deve ancora essere confermato nel dettaglio, ma ricalcherà quello francese, visto che la strada si è rivelata vincente.

“Ne abbiamo già discusso con il Mobility manager del Politecnico“, ha detto l’assessore alla Mobilità e all’ambiente, Pierfrancesco Maran: “appena il governo pubblicherà il bando parteciperemo con questo progetto per avere gli incentivi”. Se venisse approvato, quello di Milano sarebbe un clamoroso precedente che potrebbe finalmente cambiare le cose anche qui da noi.

Immagine via Flickr