Mobile banking

Mobile banking

Mentre c’è chi si sta ancora abituando a gestire il proprio conto via Internet, il fenomeno del mobile banking fa registrare livelli d’adozione sempre più rilevanti.
Si sta parlando dell’accesso alle informazioni e della gestione di transazioni, bonifici e attività finanziarie dallo smartphone, si tratti delle versioni mobili dei portali o di applicazioni ad hoc. Insomma, tutto quello che fino a qualche tempo era prerogativa dello sportello e che ora si sta strutturando online, è pronto a fare la parte del leone sui dispositivi mobili.
La tendenza è coerente con il resto delle abitudini in Rete: gli onnipresenti schermi touch si stanno trasformando nel veicolo preferenziale per l’accesso e la fruizione dei contenuti. Si pensi a Facebook, arrivato a quota 75 milioni di utilizzatori mobili in virtù di una crescita del 54% anno su anno.

Andando a guardare dove le abitudini germogliano, gli Stati Uniti, si scopre che il 48% dei possessori di smartphone ha sfruttato il mobile banking nei 12 mesi precedenti alla rilevazione, cioè nel corso del 2012, dato della Federal Reserve.
Non sorprende che la fascia d’età più reattiva sia quella dei 18-29enni, seguita dai 30-44enni. Gli over 60 fanno ancora fatica a cimentarsi con la soluzione, con solo un 6% attivo sul fronte in esame. Il dato può fungere da stimolo a chi si occupa di user interface, prima barriera con tablet e smartphone per chi non è esattamente un nativo digitale. Il Pew Research Center, sempre indagando le abitudini degli utenti a stelle e strisce, ha testimoniato una crescita fra il 2012 e il 2011 di più di 10 punti percentuali degli utenti mobili che utilizzano il terminale per controllare il conto in banca.

Ce n’è anche per l’Italia con l’Osservatorio Mobile Banking di ABI Lab e Politecnico di Milano. Con i nostri più di 32 milioni di smartphone e 3 milioni di tablet, destinati a diventare 50 e 12 milioni fra due anni, siamo un mercato potenzialmente molto interessante. Per ora rispondiamo con 2,5 milioni di utilizzatori di mobile banking: si parla del 10% degli italiani legati a una banca e di un dato in crescita del 40% rispetto all’anno precedente. L’azione maggiormente compiuta è il controllo di saldo e movimenti del conto corrente, 83% del campione intervistato. Il 55% ricarica il credito della sim card, il 40% ha già provato a fare un bonifico.

Per analizzare le potenzialità del mezzo bisogna guardare anche all’integrazione con il Gps. La risposta è buona: il 45% dei mobile banking surfer sfrutta la geolocalizzazione per cercare gli sportelli Bancomat e il 41% va alla ricerca della filiale più vicina. L’esperienza piace e coinvolge il 76% delle persone una o più volte a settimana: lo stesso dato seduti alla scrivania è pari al 61%.

L’ultima variabile da tenere d’occhio è quella del trading: con l’aumentare dell’utilizzo dei tablet e dei servizi di notifica in tempo reale si candida a essere un protagonista del futuro prossimo.