Cinque buoni motivi per i quali l’Italia dovrebbe puntare sul cicloturismo

Cinque buoni motivi per i quali l’Italia dovrebbe puntare sul cicloturismo

Ormai è diventata una banalità sostenere che lo sviluppo del turismo deve essere una priorità per un Paese come l’Italia, pieno di magici borghi, giardini storici e spiagge magnifiche. La vera questione, semmai, è capire come ampliare la sua offerta turistica: individuare dei metodi pratici per attirare turisti e valorizzare il territorio. Da questo punto di vista, una soluzione ottimale può essere quella di puntare sul cicloturismo.

Il nostro Paese infatti è già ricco di bellissimi percorsi per gli amanti della bike, ma il patrimonio da questo punto di vista può essere ampliato ancora di più. Per questo motivo, abbiamo pensato di elencare cinque motivi per cui l’Italia dovrebbe puntare su questa soluzione.

Rapido Sviluppo

Svariati studi dimostrano che il cicloturismo è un settore che consente uno sviluppo economico e funzionale molto rapido: c’è una domanda crescente di percorsi e strutture in tutta Europa, e questo consente un indotto turistico veramente importante se si considerano gli innumerevoli siti che potrebbero essere adattati a questa tipologia di turismo.

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Ridistribuzione economica

Non soltanto i cicloturisti rappresentano un indotto economico importante—è dimostrato che in media spendono di più rispetto ai normali turisti—ma tendono a distribuire questo indotto sul territorio. Visto che si spostano continuamente, e che necessitano di numerose soste e approvvigionamenti, questi turisti portano benefici economici a diverse comunità, non concentrandosi su un unico centro. Lo sviluppo delle strutture necessarie, quindi, copre un’area di sviluppo turistico molto ampia. In particolare questo può favorire i piccoli centri e le zone rurali, che solitamente soffrono la presenza delle grandi stazioni turistiche.

Destagionalizzazione

Visto che il cicloturismo si pratica preferibilmente quando le temperature non sono eccessivamente alte o basse, lo sviluppo del settore protrarrà il persistere del turismo anche nei mesi di “bassa stagione“. Ci sarebbe, insomma, una destagionalizzazione del turismo italiano, che da sempre si basa sull’indotto proveniente da alcuni mesi specifici durante l’anno.

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Investimenti minimi

Per favorire il cicloturismo non servono investimenti enormi: i ciclisti non hanno bisogno di sfarzo o di campi da golf, ma di piste ciclabili con una buona manutenzione e di una segnaletica appropriata. Anche per gli albergatori e i ristoratori, poi, le migliorie delle strutture sarebbero contenute. Rispetto allo sviluppo turistico localizzato, che richiede investimenti importanti, il cicloturismo offre l’opportunità di ottenere un indotto economico importante con uno sforzo contenuto.

Attira gli stranieri

La cultura del cicloturismo è molto diffusa nei paesi del nord Europa, e si sta diffondendo a macchia d’olio. Visto che il clima favorevole consente di poter sfruttare questo tipo di turismo anche nei mesi in cui altrove è più difficoltoso, puntare su questo settore consentirebbe di attirare un gran numero di turisti stranieri.

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