Navigare in maniera consapevole

Navigare in maniera consapevole

Qualche anno fa il Datagate non sarebbe stata una notizia da prima pagina. Il controllo dei dati da parte dei Governi e tutte le relative preoccupazioni sulla privacy sarebbero state un problema delle grandi aziende e delle forze politiche.
Oggi la questione è differente: seppur con i problemi di digital divide che ancora affliggono il Paese, tra computer domestici, connessioni lavorative e, soprattutto, smartphone e tablet il nostro quotidiano è legato a doppia mandata alla Rete.
Cerchiamo informazioni, prenotiamo viaggi, acquistiamo capi d’abbigliamento ed esibiamo fotografie e stati d’animo sui social media. Tutti i giorni e più volte al giorno. Dalla scrivania e in mobilità, dando spesso ulteriori informazioni sulla posizione in cui ci troviamo.
Tutto questo traffico di dati ha reso la vicenda dello spionaggio digitale un problema per il singolo cittadino e non solo una questione diplomatica. E ci ha ricordato quanto sia importante navigare in maniera consapevole.
Il problema dei crimini informatici esiste, con un costo per vittima pari a 298 dollari (fonte Norton Report 2013), ed è spesso dovuto alla leggerezza con cui ci si muove in Rete. Sempre secondo l’analisi di Norton infatti, il 63% dei possessori di smartphone non adotta alcun tipo di precauzione, a partire dal semplice utilizzo di una password. Ecco, quindi, di seguito qualche consiglio per tutelare se stessi e le proprie informazioni personali.

Password
Partiamo proprio dall’accorgimento primario: l’utilizzo di un codice di protezione. Nel caso di smartphone e tablet, essendo – purtroppo – abbastanza facile dimenticarli da qualche parte o farseli soffiare da sotto il naso, è bene impostare il classico Pin. Il nuovo iPhone 5S bypassa il problema con il sistema di riconoscimento delle impronte digitali. Anche durante l’utilizzo è bene impostare il codice di blocco che rende inaccessibili i dati a chi volesse provare a interferire con i contenuti del vostro dispositivo.
Per quello che riguarda l’accesso ai portali, conviene invece utilizzare una password diversa per ogni singolo accesso: è noioso ma può rivelarsi provvidenziale.

Navigazione sicura
Quando si effettuano pagamenti, operazioni bancarie e si compilano form o questionari contenenti dati sensibili è bene assicurarsi di essere all’interno di una connessione protetta. Come? Basta guardare in alto, vicino all’indirizzo del portale, dove la dicitura deve essere https (e non http) e deve essere visibile un lucchetto. Diffidate inoltre dai messaggi di posta elettronica che chiedono conferme di codici e password: potrebbe trattarsi di un’azione illecita anche se il logo è simile a quello a cui vi affidate normalmente.

Social media e applicazioni
Il rischio in questo caso è quello di veder girare le proprie fotografie su profili altrui o su portali di vario genere. Ricordatevi di dedicare sempre una mezz’oretta al mese alla consultazione delle impostazioni della privacy delle community o delle applicazioni che utilizzate di più. Spesso vengono cambiate senza che ve ne accorgiate e alcuni dati rischiano di diventare visibili a tutti. Facebook, ad esempio, con il passaggio a Graph Search si candida a mettere alla mercé dell’intera utenza tutte le nostre attività. Per verificare cosa volete lasciare in pasto alle ricerche dove andare su Use Activity Log.

Wi-fi
Le reti pubbliche senza fili sono provvidenziali quando ci si trova all’estero così come in patria quando si sta per raggiungere la soglia massima del traffico dati. Attenzione però: quando accedete verificate che si tratti di reti sicure e riconducibili al bar, all’aeroporto o al contesto in cui vi trovate. Al contrario rischiate di dare in pasto tutti i vostri dati a qualche malintenzionato.