La nuova funzione di Google Maps che ti dice quanto è difficile trovare parcheggio

La nuova funzione di Google Maps che ti dice quanto è difficile trovare parcheggio

Tra le tanti fonti di stress che attanagliano gli automobilisti delle grandi città italiane (e non solo, ovviamente), ci sono i parcheggi. Il problema delle macchine sta diventando sempre più insostenibile, non soltanto per quanto riguarda l’ambiente, ma anche per la salute psico-fisica degli automobilisti alla guida.

Secondo una ricerca condotta da Inrix, una società che si occupa di servizi alla mobilità, un italiano su cinque ha litigato almeno una volta con un altro conducente per accaparrarsi il parcheggio, e il 44% ha “lamentato di aver perso un appuntamento per non averlo trovato”. Non che nel resto del mondo sia diverso. Uno studio della British Parking Association ha stimato che gli automobilisti del Regno Unito passano in media 4 giorni all’anno per trovare un posto libero.

Chi guida sa che prima di prendere un impegno deve calcolare oltre ai tempi del traffico anche quelli della ricerca di un parcheggio. Per fortuna ogni tanto qualche nuova “intuizione tecnologica” (o bella iniziativa del proprio comune) ci viene incontro e se non ci salva la vita, almeno ce la semplifica.

Google maps ad esempio, grazie alla mole di dati in tempo reale che ci permette di stimare il tempo necessario per raggiungere una destinazione, ha aggiunto una nuova funzione alla propria app: quella della “difficoltà di parcheggio“.

L’aggiunta aveva coinvolto inizialmente, in via sperimentale, soltanto alcune città degli Stati Uniti (Washington, New York, San Francisco, Miami ecc). Ma visto il successo riscontrato oltreoceano ha deciso di espandere lo strumento anche in Europa e in Italia.

Per ora, nel nostro Paese, le città che dispongono di questa aggiunta sono soltanto Roma e Milano. Sono però due realtà molto complesse per quanto riguarda la congestione del traffico e i problemi del parcheggio: testare qui la nuova funzione di Google Maps è un ottimo banco di prova per poi allargarsi a macchia d’olio nel resto del Paese.

Funziona in maniera molto semplice e intuitiva. Dopo aver scaricato l’app di Google Maps (se ancora non lo si è fatto) si inserisce la propria destinazione e accanto al tempo stimato per raggiungerla si noterà una P. Quella sta per “parcheggio” e riporta la situazione: può segnalare il parcheggio limitato, mediofacile.

Per le sue previsioni Google Maps si affida ai dati storici di cui gode la zona, dando agli automobilisti un’indicazione di massima sulla reperibilità di parcheggio. Questi dati sono stati raccolti dall’applicazione, sfruttando un modello di “machine learning” basato sulla regressione logistica, “perché capace di non farsi influenzare dal rumore di fondo dei dati di partenza e per la facilità di categorizzazione dei risultati”

Aperta la finestra delle “informazioni sul percorso”, si legge come prima info “quanto è difficile parcheggiare vicino a questa destinazione” sopra un grafico che mostra i picchi di difficoltà in quelle fasce orarie.

A influenzare la difficoltà di parcheggio oltre all’orario, ci sono anche altri fattori (che rendono le previsioni complesse e precise): il clima, la presenza di eventi speciali, le festività, i parcheggi selvaggi, ecc.

Anche se non ci sono sensori a segnalare l’effettivo spazio libero tra una macchina e l’altra in tempo reale, questo nuovo strumento di Google Maps si rivela molto utile per calcolare il “tempo di viaggio”: così non si è più costretti a saltare il cinema, il teatro o arrivare tardi a un concerto per colpa del parcheggio.

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