Pechino sprofonda ogni anno di 10 centimetri

Pechino sprofonda ogni anno di 10 centimetri

L’impatto dell’uomo sull’ambiente—inteso non solo nell’accezione che riguarda la natura, ma anche in quella del semplice spazio che gli esseri umani occupano—è un problema che comincia a manifestare ogni anno conseguenze sempre più evidenti. Non bastano i danni provocati dall’inquinamento, adesso anche le città, come Pechino, cominciano a subire il peso delle speculazioni.

Gli effetti più disastrosi dell’eccessiva urbanizzazione, delle politiche di cementificazione eccessiva, e della sovrappopolazione di alcuni centri si notano in particolar modo nella capitale cinese: una città la cui superficie
sprofonda ogni anno di 10 centimetri. Una realtà che può modificare seriamente le condizioni di vita della zona in futuro.

Lo ha rivelato uno studio intitolato “Imaging Land Subsidence Induced by Groundwater Extraction in Beijing”, che ha mostrato come la variazione annua di ogni perdita di terreno sia all’incirca fra i 2,41 e gli 1,84 centimetri. Uno sprofondamento quasi costante quindi, segno ineluttabile del fatto che sia proprio l’assetto urbanistico di Pechino a pesare.

Una città che registra una densità di popolazione e di edificazione in certe zone esorbitante: alcuni quartieri, come il distretto di Chaoyang, sono particolarmente colpiti e vengono ulteriormente esautorati di cemento ogni anno.

Per questo motivo, e alla luce di quello che sta accadendo a Pechino, è probabilmente arrivato il momento non solo di ripensare il nostro modo di utilizzare l’energia e di ridurre l’inquinamento, ma anche di strutturare un modo alternativo di costruire e ampliare le nostre città.

Immagini: Copertina