Perché dopo un evento eccitante e coinvolgente ci sentiamo vuoti?

Perché dopo un evento eccitante e coinvolgente ci sentiamo vuoti?

È il giorno del matrimonio, quello che rinomatamente molti chiamano il “più importante della vita”: dopo mesi di preparativi per gestire gli inviti, il fotografo, il ristorante, il vestito e molto, molto altro, finalmente è arrivato, oggi ti sposi.

È il giorno del concerto della tua band preferita. Sfortunatamente non suonerà nella tua città e così ti sei dovuto organizzare per tempo, non soltanto comprando i biglietti con netto anticipo, ma prenotando anche un albergo nelle vicinanze del concerto e il biglietto aereo per arrivarci. Hai fatto il conto alla rovescia ma finalmente quel giorno è arrivato: tutto deve essere perfetto, gli orari degli spostamenti sono risicati ma ce la dovresti fare.

È il giorno della tua laurea: tra ultimi esami, staffette in segreteria, correzioni della tesi, rilegatura e firma del relatore, inseguito per i corridoi di mezza facoltà, finalmente è arrivato. Lo stress degli ultimi mesi è stato altissimo, non hai dormito la notte per studiare e preparare al meglio il lavoro.

Chi di noi non ha mai vissuto un periodo di stress come quelli descritti? Gli esempi qui sopra, al di là delle loro ovvie differenze, hanno un fattore comune: quello della tristezza il giorno dopo. Una sensazione di vuoto che ci attanaglia.

È una sindrome che colpisce tantissime persone che vivono questo tipo di grandi eventi, e sicuramente sarà capitato anche a te, anche se magari non l’hai mai ricollegato a quello che ti è successo il giorno prima.

Gli psicologi la chiamano appunto “la tristezza (in certi casi ancora più intensi, la “depressione”) del giorno dopo”: 24 ore dopo un evento carico di stress e protratto per mesi.

evento stress tristezza giorno dopo

L’origine di questo “strano malessere” sarebbe di natura biologica: secondo gli esperti infatti sarebbe causato da una diminuzione improvvisa (da un giorno all’altro, appunto) del livello di cortisolo nel sangue. Chiamato anche l’“ormone dello stress”, il cortisolo è il responsabile, tra le altre cose, dell’euforia con la quale viviamo e affrontiamo i momenti più intensi della nostra vita.

Il basso livello di cortisolo sarebbe dovuto al cosiddetto “effetto di contrasto“: dopo aver vissuto mesi di stress pensiamo che tutti i giorni (anche quelli dopo la conquista dell’obiettivo) debbano essere così, senza capire che non è possibile paragonare la quotidianità a quei momenti intensi, con il risultato che ne usciamo più malinconici e tristi.

L’effetto di contrasto è simili a quello che capita quando sentiamo un musicista professionista prima di un amatore. Non possiamo valutare il secondo in relazione al primo, sarebbe ingiusto, ma è più forte di noi.

Nella maggior parte dei casi, comunque, questo malessere dura poco, ma sapere che è oggetto di studio ci conforta: quando ci sentiremo inspiegabilmente tristi come prima cosa dobbiamo ricordarci cosa abbiamo fatto ieri

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