Pulire gli oceani: il progetto innovativo e ambizioso di un diciannovenne olandese

Pulire gli oceani: il progetto innovativo e ambizioso di un diciannovenne olandese

Boyan Slat ha solo diciannove anni eppure la campagna di finanziamento del suo progetto ha già raggiunto una cifra esorbitante. Quasi un milione di dollari. La metà dell’obiettivo che questo giovanissimo ragazzo olandese si è posto nella sua campagna di crowdfunding internazionale lanciata lo scorso 3 giugno. Questo grazie alla soluzione che propone a uno dei più squallidi problemi ambientali esistenti: i rifiuti di plastica presente negli oceani.

“The Ocean Clean Up”, questo il nome del suo ambizioso progetto, che ha lo scopo di ripulire gli oceani dalle tonnellate di rifiuti che ogni giorno minacciano la sopravvivenza di numerose specie marine. Mesi di ricerca e analisi (400 giorni di sperimentazione per 530 pagine di report), un team di professionisti, per mettere a punto un progetto innovativo: gli oceani che si puliscono da soli. Detto così può sembrare forse troppo ambizioso ma vediamo nel dettaglio l’idea del progetto.

La pulizia degli oceani dalla plastica è un’operazione particolarmente dispendiosa in termini economici e di tempo. Boyan Slat quindi grazie all’appoggio di volontari, finanziatori e aziende ha studiato un concetto di pulizia passiva degli oceani. La fattibilità di tale progetto è basata sullo sfruttamento delle correnti marine. Posizionando alcune barriere galleggianti nell’oceano, la plastica in superficie – o al massimo entro tre metri di profondità – verrà bloccata e, grazie alle correnti marine, si sposterà lungo queste barriere senza oltrepassarle. Mentre potranno farlo tutte le forme di vita marina. Si formeranno così dei bacini di rifiuti plastici che verrebbero recuperati, trasportati e riciclati regolarmente con un costo molto inferiore ai procedimenti attuali.

Le barriere sono simili a quelle utilizzate negli incidenti petroliferi in mare per contenere le sostanze inquinanti in zone delimitate ma presentano la novità di far capo a stazioni galleggianti alimentate da pannelli solari. Un progetto per ripulire i mari basato sui principi di sostenibilità, riduzione dell’impatto ambientale e utilizzo delle fonti rinnovabili che siamo certi otterrà l’attenzione che merita.