Questo ragazzo ha fatto un giro dei Balcani

Questo ragazzo ha fatto un giro dei Balcani "senza niente" per riscoprire il piacere della solidarietà

Ogni viaggio ha una storia da raccontare. Anche i posti più vicini, quelli che a volte diamo per scontati, possono riservarci sorprese. Bisogna predisporsi ad accogliere, non muoversi da turista, ma da viaggiatore.

Ed è proprio quello che ha pensato, e realizzato, Alessio Mida, un ragazzo toscano, filmmaker di professione, che ha deciso di fare un giro dei Balcani con la sua bicicletta, senza un euro e senza bagagli, per riscoprire il piacere della solidarietà.

Il viaggio è durato un mese ed è stato raccontato sul profilo Facebook trasformato per l’occasione in un diario di bordo. Partito da Follonica, Alessio ha tagliato l’Italia raggiungendo Ancona per imbarcarsi e raggiungere l’Albania. Da lì ha attraversato Tirana, poi Macedonia, Kosovo, Montenegro, Bosnia per terminare il viaggio a Spalato, in Croazia.

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Il viaggio è stato intrapreso interamente con una bicicletta dicevamo, ma è meglio precisare che tipo per capire ancora di più la grandezza dell’impresa. Alessio si è mosso con una footbike, una via di mezzo tra la bici e il monopattino. Il mezzo non ha né pedali né sella.

Andare in bicicletta gli ha permesso di essere libero di spostarsi dove preferiva (anche dove non c’era strada asfaltata), ma soprattutto l’opportunità di conoscere decine e decine di persone, incuriosite da quello strano modo di viaggiare. “Ho conosciuto persone di tutte le nazionalità e parlato lingue che nemmeno conoscevo”, ha detto Alessio a fine avventura.

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Il viaggio è iniziato però nel peggiore dei modi. Arrivato in Albania, avvertito delle pessime condizioni in cui si trovavano alcune strade, in un momento di distrazione è caduto in una buca sull’asfalto che lo ha costretto a una fasciatura al braccio.

Al di là dei posti e della gente che ha incontrato, Alessio si è accorto anche di un problema ecologico che attanaglia i Balcani. “Uno scarso rispetto per l’ambiente“, lo ha definito. Gli è capitato di incontrare durante una passeggiata nei boschi e nelle foreste, delle discariche abusive che hanno messo in mostra una situazione ambientale complicata che ha bisogno di essere sanata al più presto.

Ma al ritorno ha ricordato soprattutto la meravigliosa solidarietà delle persone che lo invitavano ogni giorno a casa per mangiare o per bere, accogliendolo quando ne aveva bisogno. L’iniziativa è nata proprio per riscoprire questo sentimento autentico, di fratellanza tra gli esseri umani. Dopo aver visto un film sullo sbarco in Italia di ventimila albanesi che senza soldi hanno confidato soltanto nell’aiuto del prossimo, ha deciso di invertire la prospettiva e trovarsi lui nella stessa condizione di bisognoso.

“Ci sono brave persone in giro”, ha detto Alessio: “C’è ancora speranza di aiutarsi. Così mi sono messo completamente nelle mani del prossimo“. L’esperienza del viaggio gli ha fatto comprendere l’importanza della riscoperta del vecchio anziché del nuovo, e dei valori più autentici. “Nonostante siamo diversisiamo vicini e non siamo soli“. Il suo viaggio diventerà presto un libro.

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Immagini via Facebook