Quest'uomo ha stabilito il record di apnea nella piscina più profonda del mondo

Quest'uomo ha stabilito il record di apnea nella piscina più profonda del mondo

Le immersioni sono una passione che accomuna moltissime persone in tutto il mondo: dall’Italia, fino alla Thailandia, esistono spot meravigliosi in cui fare diving. Ma ci sono anche professionisti che si dedicano alle immersioni in apnea: una disciplina che coniuga una grande preparazione fisica e psicologica.

Recentemente Guillaume Néry—celebre per le sue imprese in apnea—ha realizzato un record impressionante: si è immerso nella piscina più profonda del mondo—situata a Montegrotto Terme in provincia di Padova—rimanendo senza respiro per 42 metri. Nel video disponibile in fondo all’articolo, è documentata la sua impresa.

A registrare il record è stata la moglie di Néry, Julie Gautier, che condivide con il marito la passione per le immersioni in apnea, e insieme hanno realizzato svariate imprese di questo tipo, che sono disponibili sul loro canale YouTube. Nel video si vede Néry che nuota fino al centro della piscina, dove si trova un grande tubo subacqueo che scende in profondità per oltre 35 metri, che sommati alla dimensione totale della piscina, fa di questo sito il più profondo del mondo.

L’apneista francese, una volta raggiunta l’imboccatura del tubo, si lascia cadere in posizione eretta, per raggiungere il fondo della piscina: una discesa impressionante, lungo cui, però, non perde mai il controllo. Il segreto dei grandi apneisti, infatti, sta proprio nel saper prepararsi psicologicamente all’immersione.

Più che le tecniche di respirazione— che sono ovviamente di importanza basilare— infatti, è la capacità di sapersi dominare che fa la differenza in questa disciplina. Le risposte fisiologiche che il corpo mette in atto quando si sente privato dell’ossigeno sono tutte di tipo eccitante: il sistema nervoso centrale si attiva, aumentando i battiti cardiaci e la reattività del corpo per rendere possibile lo sforzo di raggiungere l’aria. Lo stesso meccanismo che mette in atto quando ci sentiamo in pericolo.

E questo, ovviamente, comporta anche l’attivazione delle aree che gestiscono le risposte emotive: bisogna fronteggiare un forte senso di ansia e costrizione. Queste emozioni dal punto di vista della sopravvivenza sono necessarie: il senso di disagio e di panico consentono di attivarci e di salvarci la vita in una situazione di pericolo. Ma in questa particolare situazione sono un impedimento che l’apneista deve saper fronteggiare e controllare.

In questo documentario, Néry spiega che il senso di pace e di piacere che si prova durante un’immersione in apnea deriva proprio dal saper placare quel senso di disagio che deriva dalla mancanza di ossigeno, e lasciarsi trasportare dalla profondità del mare. Per farlo, però, bisogna mettersi alla prova e conoscere i limiti del proprio corpo e della propria volontà.

Per raggiungere questo livello di controllo, oltre alla tempra naturale, serve anche un certo allenamento respiratorio: gli apneisti si allenano continuamente per ampliare la portata del loro volume polmonare, e saper gestire la respirazione nel modo giusto prima di immergersi.

Immagini: Copertina