Rent to buy, l’affitto con riscatto: come funziona?

Rent to buy, l’affitto con riscatto: come funziona?

Rent to Buy, o affitto con riscatto, è una delle ultime risposte del mercato immobiliare alla crisi. Soluzione semplice, quanto efficace, si tratta di uno schema contrattuale grazie al quale chi non dispone al momento delle risorse necessarie per acquistare una casa, può scegliere di prenderla in affitto, serbandosi la possibilità futura di acquistarla o meno, entro una determinata scadenza decisa privatamente tra le parti che stipulano il contratto. Nel caso d’acquisto, dal prezzo dell’immobile verrà detratto l’ammontare già pagato per i canoni mensili di locazione.

Ma come funziona con esattezza?

I contratti stipulati sono due, diversi, autonomi e simultanei. Il primo è un contratto d’opzione ed è il contratto con cui il padrone di casa dà al proprio inquilino la possibilità di decidere, dopo un certo numero di anni predefiniti di comune accordo tra i firmatari, se acquistare o meno l’immobile precedentemente affittato. Si tratta di un contratto preliminare trascritto, con un termine per la stipula del contratto definitivo. A tal proposito è bene notare che non si tratta di un semplice contratto preliminare registrato, bensì deve consistere in un preliminare notarile trascritto, in quanto solo la trascrizione può garantire al probabile futuro acquirente di non perdere l’ammontare versato con le mensilità prima della stipula del contratto definitivo. Il secondo è invece un contratto d’affitto standard, caratterizzato però da un canone superiore rispetto al prezzo di mercato. La sua durata è pari a quella prevista dalla legge (4+4 per le abitazioni e 6+6 per gli uffici e i negozi).

Un’ottima garanzia che il rent to buy offre all’inquilino è che anche il prezzo della casa è prestabilito, cosa che consente non solo di gestire le proprie finanze in prospettiva e sapere esattamente a cosa si va incontro, ma anche di valutarne il rapporto con la qualità dell’abitazione durante il periodo d’affitto. Non c’è pericolo di ripresa di mercato e aumento dei costi che tenga, trattandosi appunto di una “locazione con patto di futura vendita” a prezzo prestabilito e invariabile.

Ovviamente questo tipo di contratto conviene anche al venditore: in un momento di crisi come questo, in cui trovare acquirenti è una vera impresa, un contratto di rent to buy permette di avere sin da subito un importo mensile più alto rispetto al normale e una reale possibilità di vendita entro un periodo di tempo prestabilito. La propensione all’acquisto dell’immobile nascerà anche grazie al costo dell’affitto più alto e la possibilità di “recuperare” i soldi già spesi.

Nel momento in cui l’affittuario decidesse di acquistare l’immobile, l’importo di denaro complessivo già versato durante le mensilità verrà detratto dal prezzo d’acquisto pattuito originariamente. Nel caso in cui invece decidesse di non acquistare l’immobile, le mensilità versate verranno considerate come normali mensilità d’affitto e dunque non verranno rimborsate.

Il rent to buy sembra essere un’ottima risposta all’immobilità del mercato edile attuale, ma anche all’instabilità e all’incertezza, soprattutto giovanile, che la crisi comporta, offrendo grandi possibilità di rivoluzione da un punto di vista progettuale.