Questo ricercatore francese ha mangiato all’aria aperta in Antartide

Questo ricercatore francese ha mangiato all’aria aperta in Antartide

Il ricercatore francese Cyprien Verseux deve essere un tipo simpatico oltre che fuori di testa. Lavora come ricercatore alla base Concordia in Antartide, un luogo che definire estremo è dir poco. Dove la vita è in costante pericolo. Eppure non ha perso la voglia di scherzare.

Cyprien ha mostrato cosa vuol dire vivere nel posto più freddo del mondo, mangiando all’aria aperta…

L’Antartide è un posto magnifico e spaventoso. Prima ancora della spedizione Aurora del 1911 ha esercitato un fascino inesauribile nel resto del pianeta. Dal capolavoro Frankenstein di Mary Shelley, dove in parte è ambientato. Oggi le foto delle forme sinuose dei suoi ghiacciai blu ci riempiono gli occhi di bellezza.

Di posti freddi al mondo ce ne sono, come Ojmjakon in Siberia, da -50° di media in inverno, abitata da mezzo migliaio di persone. E anche, e soprattuto, nell’universo, come la nebulosa Boomerang, il più freddo in assoluto, dove la temperatura scende a -272°.

In Antartide le temperature sono più alte rispetto alla nebulosa, ma le condizioni di vita isolate sono estreme e simili a quelle di un altro pianeta.

La dura vita nella base Concordia in Antartide

L’astrobiologo Cyprien Verseux, del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e del CNR–insieme ad altri ricercatori specializzati—è rimasto in isolamento per l’inverno antartico alla base italo-francese Concordia.

La stazione, che risale alla metà degli anni novanta, è indispensabile per studi in tantissimi settori: glaciologia, chimica, fisica dell’atmosfera, astronomia, biomedicina ecc. Le condizioni di isolamento sono ideali per trovare le caratteristiche necessarie di un equipaggio-tipo per una missione interplanetaria. Cyprien, da anni, sta lavorando per la spedizione su Marte, testando la resistenza del corpo umano in luoghi terresti ostili.

Lui e il gruppo di invernanti sono partiti per il continente bianco a febbraio. Cinque francesi, sette italiani e un’austriaca. La prima spedizione invernale risale al 2005. In quell’anno si è registrato un record di temperatura: -78,6°.

Le medie annuali, più alte, sono comunque cospicue e pericolose. Con temperature del genere i ricercatori devono effettuare le uscite con la massima attenzione. Il pericolo di rimanere congelati in poco tempo è altissimo.

Alcune accortezze che devono seguire: uscire sempre in coppia, muniti di radio e indossando una maschera integrale dotata di aeratore per la respirazione, e vestiti che non lascino lasciar scoperto neanche un piccolo lembo di pelle. L’esposizione a temperature di -45° porta al congelamento in appena cinque minuti. Gli spostamenti vengono sempre realizzati a piedi, visto che nessun veicolo è in grado di funzionare a quelle basse temperature.

Un picnic all’aria aperta in Antartide

Ma finché le leggiamo, queste informazioni non ci restituiscono tutto questo freddo. E così Cyprien ha iniziato il suo divertente progetto parallelo.

Le foto, scattate dal ricercatore, e pubblicate sul suo profilo Twitter, Facebook e il blog personale, Mars La Blanche sembrano nature morte, sculture di pietra.

Spaghetti congelati con la forchetta bella salda in cima, formaggio fondente scolpito, cucchiaio dal quale cola miele cristallizzato, pane e cioccolata di ghiaccio, uova ferme per sempre nell’atto di rompersi…

Tempo di congelamento del cibo? Un minuto circa.

Le temperature si sono alzate, sopra i -70°—scherza Cyprien su Twitter—ma è ancora un po’ freddo per mangiare fuori…

Il ricercatore si presta al gioco e invita gli utenti che seguono la pagina Facebook, ItaliAntartide – 34.ma spedizione, a suggerire altro cibo da cucinare all’aperto. Giulia Trinciardi, su Motherboard, leggendo i molti commenti, ha detto che:

Traspare l’idea di condurre il prossimo esperimento su un bicchiere di vino. E qualcuno dei commentatori propone i distillati, la cui temperatura di congelamento dovrebbe essere ovviamente più bassa rispetto a molti altri prodotti che consumiamo.

Continuiamo a seguire Cyprien, non per l’acquolina in bocca, ma anche per riflettere sopra un motivo filosofico, come suggerito sempre da Giulia Trinciardi.

Queste immagini sono il memento mori perfetto, perché […] incapsulano alla perfezione l’infamia dell’esistenza: un attimo prima sei un gustoso (per quanto scondito) piatto di spaghetti in bianco fumante, un attimo dopo sei la surreale e insensibile incarnazione dell’entropia a cui tutti siamo destinati.

Immagine di copertina |